Torna alla ribalta il tema spinoso della riforma del catasto: il rischio è quello di un aumento della pressione fiscale.

Il governo inizia a ragionare sulla riforma del fisco e a valutare i primi interventi in ambito economico e uno dei temi caldi è la riforma del catasto, che agita la maggioranza.

Il governo lavora alla riforma del catasto

La riforma del catasto è tornata in prima pagina nei giorni scorsi quando si era ipotizzato che la misura potesse essere discussa in occasione del Consiglio dei Ministri di giovedì 16 settembre. In realtà il Cdm dovrebbe affrontare solo i temi legati al decreto Green Pass, ma iniziano a circolare informazioni e indiscrezioni sulla riforma.

La necessità di riformare il sistema

Il punto di partenza che mette tutti d’accordo è che il sistema debba essere rivisto. Sul come debba essere rivisto ci sono invece divergenze considerevoli, anche perché la riforma prevede una revisione delle tasse sulla casa.

Dati alla mano emerge che i valori utilizzati per calcolare il valore degli immobili siano ormai obsoleti e non aderenti alla realtà. Prendiamo ad esempio una casa che si trovava effettivamente in una zona periferica e che nel corso degli anni è stata rivalutata e si è avvicinata al centro per l’allargamento della periferia. Il valore di quella casa evidentemente dovrebbe essere rivisto al rialzo.

Il sistema quindi deve essere riformato e questa consapevolezza è ormai radicata da una ventina di anni. Solo che siamo di fronte ad una riforma difficile da attuare. Per motivi pratici, economici e politici. I motivi pratici ed economici sono legati al fatto che una riforma efficiente del catasto costringerebbe l’Agenzia delle Entrate a procedere con nuove assunzioni. I motivi politici (ed economici) sono legati al fatto che una revisione strutturale del settore porterebbe ad un aumento della pressione fiscale sui cittadini.

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Il problema delle tasse

Il governo vuole intervenire per riequilibrare la tassazione immobiliare. Il grande rischio è legato al fatto che le nuove regole potrebbero portare ad un aumento dei costi legati alle tasse. E Forza Italia ha già fatto sapere di essere contraria ad una riforma che porti ad un aumento della pressione fiscale sulla casa. Una via di fuga è rappresentata dal taglio delle aliquote, ad esempio, ma la strada è tutta in salita. Anche perché una via del genere porterebbe ad una considerevole riduzione degli incassi per lo Stato e per il Comune.

Il grande problema politico è rappresentato dal fatto che nessuna forza politica vuole legare il suo nome ad un provvedimento che porta ad un aumento della tassazione sulla casa.


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