Il Cdm sulla riforma della Giustizia sancisce la distanza tra la Lega e il Movimento Cinque Stelle. Il Carroccio attacca, Bonafede risponde: Temono la parte sulla prescrizione.

Finisce con l’approvazione salvo intese il Cdm sulla riforma della Giustizia che ha portato allo scontro frontale tra Lega e Movimento Cinque Stelle. O meglio, la fase tecnica finisce senza intesa, mentre la fase politica della questione inizia al termine del Cdm e si gioca davanti ai microfoni dei giornalisti.

Gli esponenti del Carroccio parlano di tradimento (Salvini aveva parlato di una riforma inutile poco coraggiosa), i pentastellati sospettano che gli alleati temano e non poco la parte sulla prescrizione dei reati.

Tensione al Consiglio dei Ministri sulla riforma della Giustizia

Il Cdm inizia solo dopo un incontro ristretto tra il premier Conte e i due vicepremier, La riunione allargata dura solo pochi minuti, poi viene sospesa per le riunioni politiche. Sembra evidente che l’inizio non sia dei più promettenti.

Palazzo Chigi
Palazzo Chigi

Tra una modifica al testo, un’indiscrezione e uno sbadiglio, la riunione va avanti fino alla mezzanotte circa, quando si spengono le luci della sala che ospita il Cdm a Palazzo Chigi e iniziano a vedersi le prime facce tese.

Scontro tra Lega e Movimento

Alla fine arriva un’approvazione salvo intese che serve a congelare la questione che il premier Conte vorrebbe provare a risolvere prima della pausa estiva, magari il prossimo 6 agosto.

Matteo Salvini preferisce trincerarsi dietro un silenzio che non è diplomatico, è teso. La Lega esprime comunque la sua posizione con una nota durissima in cui si parla di cittadini ostaggio dei tempi della giustizia, Decisamente di diverso avviso Luigi Di Maio, che aveva parlato addirittura di una riforma epocale.

Insomma, la distanza tra le parti sembra inconciliabile…

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ultimo aggiornamento: 01-08-2019


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