I cosiddetti rifugi climatici, sono degli spazi freschi in cui è possibile trovare un riparo dalle alte temperature.
Dopo le notizie sul caldo insopportabile che sta riguardando l’Italia intera, sono nate delle misure alternative in numerose città italiane. Ovvero, come riporta Open, i rifugi climatici. Sono essenzialmente degli spazi freschi in cui è possibile trovare riparo dalle temperature più elevate.
Alcuni di questi spazi sono essenzialmente luoghi chiusi, quali biblioteche, musei, centri civici o centri commerciali. Chiaramente, per essere considerati a tutti gli effetti come tali devono rispettare dei requisiti ben precisi.

Rifugi climatici: i requisiti da rispettare
I luoghi appena citati, sono spazi tendenzialmente liberi e gratuiti. Ma non è certo finita qui. Infatti, i requisiti che devono rispettare per essere considerati tali, prevedono che questi luoghi in cui trovare rifugio debbano essere innanzitutto provvisti di alcuni servizi.
Servizi che in questo caso riguardano l’acqua potabile, delle sedute e dei servizi igienici. Inoltre, le temperature dovranno per ovvie ragioni essere più basse rispetto all’esterno. L’ombreggiatura dovrà inoltre coprire circa il 70% della superficie.
Sono luoghi indicati soprattutto per anziani, bambini, persone fragili e cittadini che non dispongono di ambienti che possano proteggerli dal caldo eccessivo. La prima città che ha dato via a questo modello è stata Barcellona, grazie agli oltre 400 spazi aperti e inaugurati nel 2019.
Le città italiane in cui proteggersi dal caldo
Alcuni di questi rifugi climatici sono presenti anche in numerose città d’Italia. A Milano, per esempio, sono presenti 116 spazi freschi distribuiti in tutta la città. A Bologna, gli spazi di ristoro in cui trovare riparo dal caldo sono invece 24 in totale.
Gli spazi pubblici e le biblioteche sono climatizzati anche a Firenze. Anche Roma e Napoli, grazie ai loro progetti, offrono ai cittadini degli spazi che seguono i requisiti di cui sopra.