Via libera alla ripresa della Serie A (ma non tutti sono contenti)

Serie A al via (ma non tutti sono contenti)

La Serie A riparte ma non tutti i problemi sono risolti e non tutti sono soddisfatti.

Il Ministro Spadafora ha annunciato la ripresa della Serie A, una notizia attesa e che, come prevedibile, non accontenta tutti. Innanzitutto non accontenta parte dei tifosi, che nel corso delle ultime settimane hanno reso nota la propria posizione chiedendo lo stop al campionato. Ma tra gli scontenti ci sono anche diversi addetti ai lavori, club inclusi.

Via libera alla ripresa della Serie A

Diversi club restano scettici sulla ripresa della Serie A. Ovviamente tra gli scontenti ci sono diverse società che di fatto hanno poco o nulla da chiedere alla stagione. Ma non solo. La ripresa del campionato riapre la lotta per la permanenza nella massima serie, che riparte quando qualcuno aveva tirato un sospiro di sollievo. E non è tutto. Il rischio è che la questione possa risolversi, nella peggiore delle ipotesi, con la formula dei play-out.

Serie A
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Gli effetti positivi della ripresa

Tutti ovviamente sono consapevoli degli effetti positivi della ripresa. La ripartenza rimette in moto almeno parte dell’economica che gira intorno al mondo del pallone, e a beneficiarne sono ovviamente anche i club. Ma per qualcuno il bilancio resta negativo. L’idea che serpeggia è che sarebbe stato meglio non riprendere. Comunque non c’è e non ci sarà nessuna protesta esplicita.

Il clima di incertezza, le incognite e i malumori

Fatto sta che ad oggi è stata decisa la ripartenza della stagione calcistica ma le incognite restano tante. Una interessa anche il piano di emergenza, quello di concludere la stagione con play-off e play-out. Ma non c’è certezza che si possano svolgere regolarmente per motivi di sicurezza. Per questo motivo, sempre nella peggiore delle ipotesi, si potrebbe procedere con la terza via, quella di congelare le posizioni all’ultima gara disputata e concludere la stagione.

Un’altra incognita è legata alla quarantena. Se un calciatore o un membro dello staff risultasse positivo al coronavirus tutta la squadra andrebbe in isolamento per quattordici giorni. Due settimane durante le quali non potrebbe disputare partite. E questo andrebbe a complicare ulteriormente un campionato instabile e ricco di impegni.

ultimo aggiornamento: 29-05-2020

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