Aerei russi e italiani si sono inseguiti nei cieli di Svezia e Polonia.

Lo sconfinamento è ovvio a Kaliningrad, l’enclave russa all’interno di paesi Nato. Ieri quattro caccia russi sono decollati da lì entrando nello spazio aereo polacco e poi svedese. Subito due Eurofighter italiani li intercettano e li affiancano finché questi non invertono la rotta. Un episodio non nuovo nella base polacca Nato di Malbork.

I caccia russi ieri hanno varcato i confini di Varsavia e l’area dei due gasdotti Nord Stream. I due velivoli hanno poi deviato verso la Svezia rimanendo in zone internazionali. Scattato l’allarme sono partiti i due aerei dell’Aereonautica militare italiana con massima rapidità affiancando i caccia russi pur mantenendo la distanza di sicurezza. Identificati i russi secondo procedure internazionali incitano al dietrofront.

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Nuovo scramble per l’Aereonautica militare

L’aeroporto di Malbork dista centoventi chilometri dalla fortezza di Mosca sul Baltico. La zona è sempre più pericolosa per i continui episodi di questo genere che continuano ad aumentare. L’Italia è presente con la Task Force White Eagle da inizio agosto. Non mancano episodi di intercettazioni di aerei spia che registrano le trasmissioni radio.

Scattato un nuovo scramble, come si dice in gergo militare, per l’Aereonautica militare italiana, ovvero un decollo istantaneo. Sono sempre più frequenti negli ultimi giorni e aumenta la tensione tra Nato, blocco occidentale e la Russia.

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ultimo aggiornamento: 06-10-2022


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