Roberta Ragusa, la Cassazione conferma la condanna per Antonio Logli

Antonio Logli, marito di Roberta Ragusa, è stato condannato a 20 anni di carcere per l’omicidio della donna, il cui cadavere non è stato mai ritrovato.

FIRENZE – Il caso Roberta Ragusa è definitivamente chiuso dopo la sentenza della corte di Cassazione, unica speranza per Antonio Logli di non scontare la condanna a vent’anni comminatagli dalla Corte d’Appello.

Il Procuratore Generale della Cassazione ha chiesto la conferma della condanna per l’imputato considerando poco credibile la sua ricostruzione dei fatti.

La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta del Pg confermando la condanna a venti anni di reclusione a carico di Antonio Logli.

Roberta Ragusa, la sentenza della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha considerato nullo il ricorso presentato dai legali di Logli, accusato dell’omicidio di Roberta Ragusa. È stata quindi confermata definitivamente la condanna a vent’anni di reclusione.

Logli, a distanza di anni continua a dirsi innocente e sostiene che Roberta Ragusa si sia allontanata spontaneamente.

Roberta Ragusa

Caso Roberta Ragusa, la sentenza della Corte d’Appello

I giudici della Corte d’Appello del capoluogo toscano avevano fermato la sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Pisa nei confronti di Antonio Logli. L’imputato è stato condannato a 20 anni di reclusione per l’omicidio della moglie, Roberta Ragusa.  

I giudici hanno anche confermato per l’uomo l’obbligo di residenza e il divieto di allontanarsi dalla provincia di Pisa dalle 21 alle 6. La pubblica accusa aveva chiesto alla corte invece che, in caso di condanna, fosse disposta la misura di custodia cautelare. La donna era scomparsa il 13 gennaio 2012 dalla propria abitazione, sita a Gello, una frazione di San Giuliano Terme. Le ricerche sono state vane e il corpo della 44enne non è stato mai ritrovato.

Tribunale di Milano
fonte foto https://www.facebook.com/francesco.nicastro

Impianto accusatorio valido

Secondo i giudici fiorentini, la ricostruzione dell’accusa è motivata e valida: Logli sarebbe stato sorpreso al telefono con la sua amante; da qui sarebbe scaturita la lite degenerata nell’omicidio di Roberta Ragusa da parte del marito. Il quale avrebbe occultato e distrutto il cadavere. I due gestivano una nota autoscuola della zona, poco distante dal luogo di residenza della coppia.

La decisione è stata comunque meno semplice del previsto e ha impegnato la Commissione in ben sette ore di confronto e dibattito prima di arrivare al verdetto.

Antonio Logli è un bugiardo e ha reiteratamente e pervicacemente tentato di mistificare la realtà fornendo in più occasioni una versione degli accadimenti non corrispondente al vero e spesso smentita dagli esiti investigativi – recita la sentenza di condanna di primo grado -, mentendo anche sulla profonda crisi che attraversava da tempo il suo matrimonio“.

ultimo aggiornamento: 11-07-2019

X