Roberto Speranza, le minacce dei no vax dietro al no alla candidatura in Basilicata
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Roberto Speranza, le minacce dei no vax dietro al no alla candidatura in Basilicata

Roberto Speranza

L’ex ministro della Salute, Roberto Speranza, ha spiegato il no alla sua candidatura in Basilicata. Dietro la sua scelta, le minacce dei no vax.

Sfogo social di Roberto Speranza dopo le accuse e le polemiche scaturite per la sua mancata candidatura alle elezioni in Basilicata. L’ex ministro della Salute sarebbe potuto essere il candidato ideale per mettere d’accordo Pd e M5S, ma il politico ha optato per un’altra strada. In questo senso, l’uomo ha voluto sottolineare le sue motivazioni.

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Roberto Speranza, il no alla candidatura in Basilicata

Roberto Speranza
Roberto Speranza

Attraverso un lungo sfogo sui social e, precisamente, su Facebook, Speranza ha spiegato il perché del “no” alla candidatura alle elezioni per il ruolo di Presidente della Regionale Basilicata.

“Sento il dovere di chiarire le ragioni per cui non ho dato, già molti mesi fa, la disponibilità a candidarmi alla guida della Regione Basilicata. Ho letto alcune ricostruzioni, a mio giudizio insensate, che partono però sempre da una rimozione di fondo che per me è inaccettabile: cosa ha significato e quali siano le conseguenze dell’essere stato ministro della salute durante la pandemia da Covid 19”, ha detto Speranza.

Chi in queste ore ha accostato il mio nome alla candidatura a Presidente della Regione Basilicata rimuove il carico di responsabilità che ho avuto sulle mie spalle negli oltre tre anni di mandato a cui ha fatto seguito anche una clamorosa inchiesta giudiziaria. Non è un caso che durante il mio mandato da ministro della Salute si siano succeduti ben 4 ministri francesi, 3 ministri della Gran Bretagna e 2 della Germania. È stato un carico di lavoro inimmaginabile, 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, senza alcuna pausa con decisioni quotidiane che incidevano sulla vita quotidiana di milioni di italiani. Questa storia non può essere rimossa. E il lavoro incessante che ho fatto, dando tutto me stesso, non può essere sottovalutato”.

Il discorso dell’ex ministro è andato avanti: “A Giugno del 2023 ho guidato la comunità di Articolo Uno ad aderire al nuovo Pd di Elly Schlein che avevo sostenuto al congresso di Febbraio. Da quel momento sono un semplice deputato di opposizione. Non ho chiesto nessun incarico né a livello di partito né a livello di gruppo o di commissione”.

Le minacce di morte

Speranza ha poi parlato apertamente, e non senza difficoltà, di cosa l’abbia portato effettivamente a non candidarsi.

“A chi parla di ‘generosità’ vorrei ricordare che il prezzo che io e i miei affetti più cari abbiamo pagato per l’impegno degli anni del Covid è stato altissimo e purtroppo non si è ancora esaurito. Mi pesa essere costretto a parlarne pubblicamente, non sarebbe nella mia natura farlo, ma credo che oggi sia necessario per comprendere la situazione. Continuano incessanti le minacce di morte e gli insulti quotidiani da schegge della galassia no vax. Sono continue le istigazioni all’odio personale sui social e anche da parte di un pezzo limitato ma molto rumoroso del mondo editoriale”, ha detto.

Questa situazione ha quindi portato l’uomo alla conclusione di non candidarsi: “Con queste argomentazioni, essenzialmente di natura personale, ho chiesto ai due leader di Pd e 5 stelle di non considerare la mia disponibilità a candidarmi alla guida della Regione per le prossime elezioni di Aprile”.

Il lungo messaggio di Speranza di è poi concluso: “[…] Spero che queste poche righe servano a chiarire il senso delle mie scelte”.

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ultimo aggiornamento: 20 Marzo 2024 9:23

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