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Ronnie Biggs, la fuga e la latitanza del rapinatore del treno
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Ronnie Biggs: la fuga e la latitanza del rapinatore del treno

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La fuga e la latitanza di Ronnie Biggs, membro della banda della Grande rapina al treno del 1963: l’evasione da Wandsworth, la vita in Australia e Brasile, il ritorno in Gran Bretagna nel 2001.

La storia di Ronnie Biggs è legata alla Grande rapina al treno dell’8 agosto 1963, quando una banda assaltò il treno postale Glasgow-Londra e portò via circa 2,6 milioni di sterline. Biggs non fu il capo del gruppo, ma diventò il volto più famoso del caso per ciò che accadde dopo: la condanna, l’evasione dal carcere di Wandsworth e una latitanza durata più di tre decenni.

Dopo l’arresto, Biggs venne condannato a 30 anni di carcere. Rimase detenuto solo pochi mesi prima di fuggire, nel luglio 1965, e trasformarsi in uno dei ricercati britannici più noti del Novecento. La sua fuga lo portò prima in Europa, poi in Australia, infine in Brasile, dove visse a lungo senza essere consegnato alla giustizia britannica.

Il ritorno arrivò soltanto nel 2001, quando Biggs, ormai malato, rientrò volontariamente nel Regno Unito e venne arrestato all’arrivo. Fu scarcerato nel 2009 per motivi di salute e morì nel 2013, a 84 anni.

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Ronnie Biggs: l’evasione da Wandsworth e la nuova identità all’estero

Ronnie Biggs evase dal carcere di Wandsworth nel luglio 1965. Secondo le ricostruzioni storiche, superò il muro con l’aiuto di una scala di corda e venne caricato su un furgone preparato dai complici. Da quel momento la condanna per la rapina al treno diventò anche una lunga caccia internazionale.

La prima tappa fu l’Europa. Biggs raggiunse il continente e passò da Parigi, dove ottenne documenti falsi e si sottopose a interventi di chirurgia plastica per modificare l’aspetto. Poi si spostò in Australia, dove visse sotto falsa identità insieme alla famiglia e lavorò anche come carpentiere. La latitanza australiana terminò quando capì di essere stato individuato: lasciò il Paese e raggiunse il Sud America.

Il Brasile divenne il luogo centrale della sua fuga. Biggs arrivò a Rio de Janeiro all’inizio degli anni Settanta e lì costruì la fase più lunga della latitanza. Nel 1974 venne rintracciato da giornalisti britannici, ma non fu estradato. Il nodo decisivo fu il contesto giuridico brasiliano e, in particolare, la nascita del figlio Michael, avuto con la compagna brasiliana Raimunda de Castro.

Da quel momento Biggs diventò un fuggitivo esposto, non nascosto. A Rio venne fotografato, intervistato, cercato dai media e trasformato in una presenza quasi pubblica. La sua notorietà non cancellò però la ragione della latitanza: Biggs restava un uomo condannato per una rapina violentissima, con una pena ancora da scontare nel Regno Unito.

Rio, il sequestro fallito e il ritorno in Gran Bretagna

La lunga permanenza in Brasile fu segnata anche da un episodio clamoroso. Nel 1981, un gruppo di uomini tentò di riportare Biggs in Gran Bretagna con un’azione non ufficiale: venne prelevato dal Brasile e portato verso i Caraibi. L’operazione finì a Barbados, dove la vicenda si trasformò in un caso diplomatico e giudiziario. Biggs non venne consegnato al Regno Unito e tornò in Brasile.

Negli anni successivi continuò a vivere a Rio, alternando apparizioni pubbliche, interviste e sfruttamento mediatico della propria figura. Nel frattempo, però, la sua salute peggiorò. Alla fine degli anni Novanta venne colpito da problemi gravi, compresi ictus, e maturò la decisione di rientrare nel Regno Unito.

Il 7 maggio 2001, dopo 35 anni all’estero, Biggs atterrò in Gran Bretagna su un aereo privato e fu arrestato. Il governo britannico confermò in Parlamento l’operazione di sicurezza organizzata a RAF Northolt per il suo arrivo e arresto. Dopo il rientro venne riportato in carcere per scontare il resto della pena.

La detenzione finale durò fino al 2009, quando venne scarcerato per motivi di salute. Biggs morì il 18 dicembre 2013. La sua fuga resta una delle latitanze più celebri della storia criminale britannica: non perché cancellò la condanna, ma perché trasformò un rapinatore condannato in un caso mediatico internazionale durato quasi quarant’anni.

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ultimo aggiornamento: 7 Luglio 2026 17:45

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