Sulla questione case popolari, Salvini ha dichiarato di essere intenzionato a mettere a disposizione 1,2 miliardi di euro.
Dopo essere stato criticato da Travaglio, Salvini si è esposto in pubblico su una questione diametralmente opposta. Come riportato da Idealista, il ministro ha preso parte ad una sessione di domande e risposte alla Camera, annunciando una serie di misure in arrivo.
Una di queste riguarda proprio il recupero delle case popolari, tematica alla quale il ministro sembrerebbe essere particolarmente interessato. A questo proposito, ha dichiarato importanti novità imminenti.

Le parole di Salvini
Il leader della Lega ha reso noto di essere intenzionato a mettere a disposizione 1,2 miliardi di euro di fondi per le case popolari. Inoltre, ha annunciato importanti novità sull’introduzione dell’affitto con riscatto, per coloro che non possono accedere al sostegno pubblico.
Il diretto interessato ha dichiarato: “C’è stata una riunione proprio a Palazzo Chigi per definire uno strumento finanziario d’urgenza dedicato alla manutenzione straordinaria degli degli alloggi di edilizia residenziale e pubblica L’obiettivo è metterlo a terra in tempi brevissimi, quindi vuol dire aprire i cantieri già in questo 2026 con 1 miliardo e 200 milioni di euro per recuperare circa 60.000 alloggi attualmente inutilizzabili per carenze manutentive, restituendoli rapidamente alle famiglie che sono in lista d’attesa per l’assegnazione di una casa popolare“.
Sul rent to buy
Salvini si è poi espresso sul cosiddetto rent to buy, dichiarando ciò: “Stiamo lavorando fra Ministero infrastrutture e trasporti e Palazzo Chigi per introdurre ill sistema del rent to buy, cioè invece di pagare l’affitto vai a scalare quello che stai pagando d’affitto per andare a riscattare al termine come proprietà il tuo immobile“.
Precisando quale sarà la sua fascia di appartenenza principale: “La fascia su cui ci stiamo particolarmente concentrando è la cosiddetta ‘fascia grigia’ che è un termine brutto, però sono quelle centinaia di migliaia di persone e famiglie che non sono abbastanza indigenti per essere in graduatoria per le case popolari. Poi, quelle che non sono abbastanza benestanti per accedere all’acquisto o all’affitto in una città come la mia Milano governata dalla sinistra da 15 anni, dove ormai se non te lo puoi permettere vieni espulso“.