In merito ai treni dell’alta velocità, Salvini è stato recentemente smentito da alcuni dati pubblicati da fonti ufficiali.
Dopo la proposta circa la candidatura di Roggero, per Salvini è arrivata una dura incombenza con cui fare i conti. Open ha infatti riportato alcuni dati riguardanti i treni dell’alta velocità, i quali smentirebbero in maniera netta quanto sostenuto dal ministro in questi ultimi mesi.
Tutto ha avuto inizio da una dichiarazione rilasciata proprio dal leader della Lega ormai qualche tempo fa: “Nel 2026 la puntualità è stata del 77,7% per l’alta velocità e del 90,6% per i treni regionali“. Dichiarazione che ha finito con lo scontrarsi con la realtà.

Salvini e i dati sull’alta velocità dei treni
L’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani (OCPI) ha evidenziato come i dati sulla puntualità dei treni, possano cambiare in maniera significativa a seconda degli indicatori utilizzati. Lo scarto, nel caso dell’alta velocità, può essere addirittura di 15 punti percentuali.
Escludendo infatti alcune categorie di ritardi, i numeri citati in precedenza dal ministro potrebbero sembrare accurati. Tuttavia, utilizzando il parametro riguardante le mancate esclusioni, la puntualità reale oscilla tra il 63% e il 66%.
Come se quanto appena scritto non dovesse essere sufficiente, esiste una correlazione tra i ritardi dei treni e la stagionalità in cui questo fenomeno si verifica. In linea di massima, una corsa su tre dell’alta velocità arriva in ritardo.
La stagionalità dei ritardi
I ritardi dei treni non avvengono in maniera uniforme nel corso dell’anno. Se la situazione è tutto sommato gestibile in mesi come agosto, la situazione peggiora in maniera significativa durante i mesi precedenti, ovvero a luglio e maggio.
La coincidenza con lavori in corso e cantieri attivi è evidente, anche se il problema in questione non è direttamente imputabile a quanto appena scritto. Lo ha affermato Andrea Casu, deputato: “I cantieri si devono fare e nessuno lo mette in discussione. Il punto è come vengono gestiti. Quando si programmano interventi di questo tipo bisogna prevederne gli effetti sulla vita delle persone, garantire un’informazione tempestiva ai passeggeri e predisporre servizi alternativi“.