Samuel Little confessò 93 omicidi commessi tra il 1970 e il 2005. L’FBI riuscì a collegarlo con certezza ad almeno 50 casi e lo definì il serial killer più prolifico della storia americana.
Samuel Little, nato nel 1940, trascorse decenni spostandosi attraverso gli Stati Uniti e accumulando numerosi arresti. Solo molti anni dopo gli investigatori riuscirono a ricostruire la reale estensione dei suoi crimini. Nel 2019 l’FBI lo definì il serial killer più prolifico nella storia degli Stati Uniti, dopo che aveva confessato 93 omicidi commessi tra il 1970 e il 2005. L’FBI dichiarò di considerare credibili tutte le confessioni e, a quella data, ne aveva verificate 50.

Samuel Little: il DNA risolve tre vecchi omicidi di Los Angeles
La svolta arrivò nel 2012, quando Little venne arrestato in Kentucky e trasferito in California per una questione legata agli stupefacenti. Il suo DNA venne confrontato con quello conservato in alcuni cold case di Los Angeles.
Gli esami lo collegarono agli omicidi di Carol Alford, 41 anni, uccisa nel 1987, e di Audrey Nelson, 35, e Guadalupe Apodaca, 46, entrambe uccise nel 1989. Le tre donne erano state strangolate.
Nel 2014 Little venne riconosciuto colpevole dei tre omicidi di primo grado e condannato a tre ergastoli consecutivi senza possibilità di libertà condizionale.
Le 93 confessioni e i ritratti delle vittime
Nel 2018, mentre era già detenuto, Little iniziò a parlare dettagliatamente con il Texas Ranger James Holland e con gli investigatori federali. Confessò decine di omicidi avvenuti in diversi Stati e descrisse luoghi, vittime e circostanze che in numerosi casi coincidevano con vecchie indagini irrisolte.
Little raccontò di avere generalmente strangolato le vittime, quasi tutte donne. Molte morti erano state inizialmente classificate come overdose, incidenti o casi dalla causa indeterminata; alcuni corpi non erano mai stati ritrovati.
Possedeva inoltre una notevole memoria visiva e realizzò ritratti di alcune donne che sosteneva di avere ucciso. L’FBI pubblicò disegni, confessioni e località nel tentativo di identificare le vittime rimaste senza nome e collegare altri cold case.
Samuel Little morì il 30 dicembre 2020, a 80 anni, mentre era detenuto in California. Molte delle sue confessioni rimanevano ancora da associare definitivamente a una vittima identificata.