La Finlandia rientra a pieno titolo nel gruppo Paesi Ue definiti “frugali”. La premier Sanna Marin conferma in pieno l’epiteto.

Nell’ambito del suo intervento al Parlamento europeo di Strasburgo, giunto a soli pochi giorni dalla polemica relativa ad alcune immagini che ritraevano la premier Sanna Marin ad una festa privata, la leader finlandese ha detto di no ad un Recovery fund 2.0 legato alla battaglia per i contraccolpi dell’inflazione e del caro energia, a cui si unisce un respiro circa le regole del Patto di stabilità.

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Le parole di Sanna Marin

“È chiaro che il bilancio dell’Ue deve essere sufficiente per garantire la capacità dell’Unione di operare anche in caso di crisi. Un’Unione funzionale e internamente unita è un attore credibile anche nelle relazioni estere. Tuttavia, lo sviluppo della capacità operativa dell’Ue non avviene aumentando il budget o allentando le regole comuni dell’azione economica. Lo strumento di Recovery era una soluzione una tantum necessaria e concordata di comune accordo, non un modello per le crisi future”, ha tuonato Sanna Marin. La Finlandia, va detto, era tra i Paesi contrari anche al primo Recovery fund, per poi cambiare idea dopo i negoziati a Bruxelles.

Finlandia
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“La responsabilità della politica economica deve continuare ad appartenere agli stessi Stati membri, conformemente ai trattati. Allo stesso tempo, va ricordato che le nostre economie non sono separate l’una dall’altra, ma quando uno Stato membro sprofonda nella recessione, gli effetti si fanno sentire in tutta l’Unione. Sono necessarie regole comuni del gioco e devono essere ulteriormente sviluppate”. A tal fine, occorre “frenare il sovraindebitamento dei Paesi membri e il relativo rischio attraverso una politica economica basata su regole e responsabile, perché solo un’Europa economicamente forte ed economicamente sostenibile ha la capacità di agire in modo indipendente e, se necessario, aiutare anche altri, come l’Ucraina adesso”, ha epilogato Marin.

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ultimo aggiornamento: 13-09-2022


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