Scandalo tangenti sulle protesi dentali: in manette, due medici e tre manager. La Procura continua ad indagare.

Accordi taciti ed illegali tra dentisti corrotti e la società Wisil Latoor, il tutto a discapito di pazienti. Gli accordi sarebbero stati “fondati su un duplice sistema fraudolento”.

Il meccanismo di corruzione, sarebbe stato mascherato direttamente dalla procura di Milano, portando così all’arresto di cinque individui: due medici e tre manager. L’accusa esatta? Già a partire dagli anni Novanta, pare che i medici abbiano intascato cospicue percentuali sulle forniture, per un totale compreso tra i 5mila e gli 8mila euro annui.

Parecchi sanitari, sarebbero così finiti in manette. La lista nera contempla: Gianfranco Colella, dentista all’ospedale Delmati di Sant’Angelo Lodigiano, Roberta Micciché, rappresentante legale dell’azienda Wisil Latoor (insieme a due collaboratori) e Giorgio Coccolo odontoiatra, negli ambulatori della Asst Milano Nord.

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Le rivelazioni di un ex dipendente

L’inchiesta, moderata dal pm Paolo Storari, prende avvio, grazie ad alcune rivelazioni di un ex dipendente. Questo avrebbe confermato, potenziali illeciti: “Nella produzione e distribuzione di manufatti odontoprotesici perpetrate dalla Wisil Latoor, società leader nel settore dell’odontotecnica, avente quale clientela, sia enti privati (studi medici dentistici e laboratori odontotecnici di più piccole dimensioni) sia la pubblica amministrazione e, in modo particolare, le aziende ospedaliere della Regione Lombardia”. Questo è il quadro di lettura, relativo all’ordinanza approvata da Carlo Ottone De Marchi, gip di Milano.

Tribunale
Tribunale

La Procura, invece, si è espressa in questi termini: “Nel settore Ortodonzia, i medici rilascerebbero una prescrizione medica per manufatti non necessari e non effettivamente impiantati da parte del medico, al quale è affidato il paziente in cura; nel settore Protesi il sistema di frode consisterebbe nel rilascio di una prescrizione medica da parte del medico titolare al proprio paziente, ove vengono indicati come oggetto di fatturazione sia il manufatto commissionato sia delle voci accessorie, che non corrisponderebbero ad ulteriori trattamenti, ma sarebbero semplicemente mere voci di lavorazione da laboratorio protesico, prescritte al solo fine di aumentare artatamente il valore della protesi”.

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ultimo aggiornamento: 31-05-2022


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