Il giudice Paolo Adinolfi scomparve a Roma il 2 luglio 1994. Le indagini hanno esplorato anche possibili collegamenti con ambienti criminali, ma nessuna ipotesi è mai stata dimostrata.
Il 2 luglio 1994, il magistrato Paolo Adinolfi, 52 anni, uscì dalla sua abitazione romana dicendo alla moglie che sarebbe tornato per pranzo. Da quel giorno non è mai più stato ritrovato. Dopo oltre trent’anni di indagini, segnalazioni e ipotesi, non è stato possibile stabilire cosa gli sia accaduto.

Paolo Adinolfi: le ultime ore e l’auto abbandonata al Villaggio Olimpico
Quella mattina Adinolfi raggiunse il Tribunale Civile di Roma, in viale Giulio Cesare. Aveva lavorato per anni nella sezione fallimentare ed era stato da poco trasferito alla Corte d’Appello.
Passò dalla biblioteca e dallo sportello bancario interno, quindi si recò presso gli uffici di via Varisco per alcune pratiche relative al trasferimento del proprio conto. Pagò anche bollette della madre.
Verso le 11 raggiunse l’ufficio postale del Villaggio Olimpico, dove spedì alla moglie un vaglia da 500.000 lire. Da quel momento le sue tracce si persero. La BMW del magistrato venne successivamente trovata nella stessa zona.
Le prime ricerche considerarono anche la possibilità di un malore o di una scomparsa volontaria, senza ottenere risultati. Con il passare degli anni acquisirono maggiore attenzione possibili collegamenti con la sua precedente attività professionale.
La pista criminale e gli scavi alla Casa del Jazz
Adinolfi aveva trattato procedimenti fallimentari complessi, compreso quello della Fiscom. Le successive ricostruzioni investigative esaminarono possibili rapporti tra alcune vicende societarie e personaggi collegati alla criminalità romana. Venne quindi ipotizzato anche un coinvolgimento di ambienti riconducibili alla Banda della Magliana, ma nessuna responsabilità è mai stata dimostrata.
Nel 2021, il Tribunale di Roma dichiarò formalmente la morte presunta di Adinolfi.
Una nuova fase delle ricerche iniziò nel novembre 2025 nei sotterranei della Casa del Jazz, l’ex Villa Osio appartenuta a Enrico Nicoletti, indicato nelle cronache giudiziarie come figura finanziaria vicina alla Banda della Magliana. Polizia, Carabinieri, Vigili del Fuoco e specialisti esplorarono cunicoli e aree precedentemente inaccessibili.
Gli accertamenti terminarono nel 2026 senza trovare resti umani né tracce biologiche riconducibili al magistrato. Furono rinvenute soprattutto bottiglie e ossa animali.
A più di 32 anni dalla scomparsa, quindi, il destino di Paolo Adinolfi resta sconosciuto e non esiste una ricostruzione giudiziariamente accertata di ciò che avvenne dopo le 11 del 2 luglio 1994.