Scoppia il caso, arriva una querela per Calenda: “Lo sfido”

Scoppia il caso, arriva una querela per Calenda: “Lo sfido”

La battaglia legale di Cesaro contro Calenda per la rimozione dell’assessore Preziosi.

Il conflitto attorno all’espulsione di Barbara Preziosi, assessore della Municipalità di Chiaia-Posillipo, si è trasformato in una contesa giuridica. Questa vede Armando Cesaro intraprendere azioni legali contro Carlo Calenda, il leader di Azione.

Carlo Calenda

Dalle dimissioni alla querela a Calenda

Come riportato da Ilmattino.it, Preziosi, inizialmente nominata con il supporto di Italia Viva, si è trovata al centro di una controversia a seguito del suo passaggio al partito Azione. Scatenando, quindi, la reazione dei suoi precedenti alleati e culminando nella sua rimozione forzata dall’incarico.

Preziosi è stata invitata a dimettersi dopo il suo cambio di casacca politica, una richiesta proveniente direttamente dai vertici di Italia Viva. La situazione ha raggiunto un punto di svolta quando la presidente della Municipalità, Giovanna Mazzone ha deciso di rimuoverla dall’incarico.

La presidente è stata sostenuta da una lettera firmata dai consiglieri municipali eletti nella lista civica Azzurri-Italia Viva. Il leader di Azione, Carlo Calenda ha espresso la sua posizione in maniera decisamente critica, accusando Armando Cesaro, responsabile enti locali di Italia Viva, di aver orchestrato la rimozione di Preziosi con modi ritenuti inappropriati.

La risposta di Cesaro

Armando Cesaro non ha tardato a rispondere alle accuse, annunciando di aver avviato un’azione legale contro Calenda per: “Gravi dichiarazioni altamente diffamatorie“.

Cesaro, figura notevole all’interno di Italia Viva e con un passato in Forza Italia, ha invitato Calenda a: “Lo sfido a rinunciare all’immunità parlamentare“.

L’episodio ha anche provocato le dimissioni di Domenico Brescia, presidente di Italia Viva a Napoli, il quale ha manifestato il suo disappunto per le modalità con cui è stata gestita la revoca di Preziosi.

D’altra parte, figure come Marianna Mascolo e Catello Vitiello, rispettivamente presidente provinciale e regionale di Italia Viva, hanno difeso la decisione: “Dopo aver deciso di lasciare il partito che l’aveva proposta, per Preziosi doveva essere una logica conseguenza lasciare anche l’incarico che ricopriva“.