I sindacati protestano contro l’algoritmo che assegna agli insegnanti le cattedre per le supplenze con un sistema come Tinder.

Nel periodo pandemico si è fatto uso dell’algoritmo in questione per evitare contatti fisici per l’assegnazione delle cattedre. Il sistema, però, ha malfunzionato lasciando a casa molti insegnanti referenziati e assegnando le cattedre per le supplenze a quelli con un punteggio inferiore. Ad emergenza terminata però, le convocazioni non sono tornate in presenza e i cittadini di Torino insieme al Sindacato chiedono un intervento al Tribunale perché la situazione venga risolta.

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Un algoritmo per le supplenze

Il ministero dell’istruzione ha deciso di assegnare agli insegnanti le cattedre per le supplenze con un sistema molto simile a Tinder. Solo che questo algoritmo ha lasciato senza lavoro nell’anno scolastico 2022/23 molti insegnanti con un buon punteggio in graduatoria a favore di altri con un punteggio inferiore.

L’assegnazione con l’algoritmo è nata per far fronte al periodo pandemico, durante cui era obbligatoria la distanza sociale. Ma a emergenza finita di chiede a gran voce di ritornare alle convocazioni in presenza, a causa del malfunzionamento del sistema. Gli insegnanti di Torino che non hanno ricevuto una cattedra sono un centinaio e questi si starebbero organizzando per fare ricorso al TAR.

Il caso di Torino

Uno degli insegnanti racconta: “Io che ho 69 punti sulla classe di concorso A12 mi sono vista scavalcare da persone che sulla stessa classe di concorso hanno 40 punti. Non ho capito cosa fosse successo fino a quando non sono andata all’ufficio scolastico regionale”. Pare che l’algoritmo era stato utilizzato sulla base dell’ordinanza ministeriale 112 del 6 maggio 2022, in riferimento all’articolo 12 comma 10 che dice che ‘le disponibilità ulteriori che si presentano sono assegnate a partire dall’ultimo candidato che l’algoritmo si era fermato’.

Quindi, se l’algoritmo nel primo turno di nomine si ferma al cinquantesimo candidato perché poi non ha più disponibilità, al secondo turno riparte dal 51esimo. In questo modo tutti i candidati dalla posizione 1 alla posizione 50 nel secondo turno non vengono più tenuti in considerazione.

Cosa dice il Sindacato

Alina Rosini del sindacato CUB sul caso di Torino dichiara: “Banalmente in presenza tutto questo pasticcio non ci sarebbe stato perché in presenza o attraverso piattaforme, l’assegnazione avviene persona per persona”, continuando: “è l’aspirante stesso che sceglie tra le cattedre disponibili. Se io non ho mai pensato di andare a 40 chilometri da casa, ma vedo che i posti che pensavo disponibili sono stati presi, ovviamente faccio una scelta in quel momento. Questo discorso non è stato possibile”. 

Il sistema ha premiato chi ha meno punti perché ha goduto della seconda chiamata che aveva più istituti scolastici disponibili e chi ha selezionato il maggior numero di scuole o l’intera provincia. “Abbiamo chiesto all’ufficio scolastico regionale che rimettesse in gioco tutti i docenti senza cattedra, ma ci hanno detto che non potevano farlo in quanto l’ordinanza non lo prevede. Si tratta di un’ordinanza che non salvaguarda i diritti dei lavoratori precari, ma che mira a tappare i buchi delle scuole”, continua Rosini. 

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ultimo aggiornamento: 29-09-2022


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