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Travaglio e l'erede di Berlusconi in termini comunicativi: le parole
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“Se hai la faccia di uno che si sta sul ca..o da solo..”: Travaglio e chi sarà l’erede di Berlusconi

Marco Travaglio

Marco Travaglio non ha dubbi su chi potrebbe essere o meno l’erede, in termini di comunicazione, di Silvio Berlusconi.

Chi potrebbe raccogliere l’eredità di Silvio Berlusconi sul piano della comunicazione politica? È una domanda che torna ad interrogare il panorama italiano, soprattutto per quanto riguarda la capacità di conquistare il consenso attraverso la propria immagine e la presenza mediatica. A proporre una risposta è stato Marco Travaglio, di recente protagonista di uno scontro in tv con Bocchino, intervenuto alla presentazione del libro ‘Il regista di Berlusconi’, insieme a Maddalena Oliva e Roberto Gasparotti.

Marco Travaglio
Marco Travaglio – newsmondo.it

Marco Travaglio: il commento su Silva Salis

Secondo il direttore de Il Fatto Quotidiano, tra i politici attuali c’è chi sembra voler seguire le orme del Cavaliere. Il riferimento è a Silvia Salis, sulla quale Travaglio ha espresso però un giudizio decisamente critico: “L’unica che ci punta, è la Salis, anche perché contenuti non ne ha”. Berlusconi, ha ricordato il giornalista, aveva costruito una parte importante del proprio elettorato grazie alle televisioni, sfruttando la capacità di arrivare direttamente al pubblico.

Ma non tutti i leader possiedono le caratteristiche necessarie per attirare le simpatie degli elettori. Travaglio ha introdotto, infatti, una distinzione tra due categorie: i politici calamita e quelli sfollagente. “A differenza di Berlusconi appartiene all’altra categoria di politici. Cioè, non è una calamita, è uno sfollagente”, ha detto riferendosi alla Salis.

Da Meloni a Tajani: calamita o sfollagente

Nella prima categoria Travaglio ha inserito Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Giuseppe Conte e Roberto Vannacci. Tra gli sfollagente, invece, ha collocato Antonio Tajani, Elly Schlein, Carlo Calenda e Matteo Renzi. Una classificazione che, nelle parole del giornalista, non dipende necessariamente dalle capacità politiche, ma anche dall’immagine e dalla percezione personale.

“Non è nemmeno colpa loro. Se hai la faccia di uno che si sta sul ca..o da solo, è ovvio che poi non puoi sperare di stare simpatico agli altri”, osserva Travaglio.

Infine, il giornalista torna sulle selezioni operate da Berlusconi, particolarmente attento all’aspetto estetico: “Berlusconi l’avrebbe scartato Andreotti. Dice: ‘No, vabbè, quello è gobbo, via’”. E ha concluso ricordando i criteri dei provini del Cavaliere: “Bisognava essere esteticamente ineccepibili. Eticamente…”.

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ultimo aggiornamento: 5 Novembre 2026 9:27

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