La sentenza del Tar del Lazio sulla chiusura della scuola in ‘zona rossa’. Il Tribunale chiede di rivedere il dpcm entro il 2 aprile.

ROMA – La sentenza del Tar del Lazio sulla chiusura della scuola in zona rossa boccia la decisione presa dal Governo. Il Tribunale amministrativo, come riportato da La Repubblica, ha accolto il ricorso presentato da studenti e genitori e ha chiesto all’esecutivo di rivedere entro il 2 aprile le misure che prevedono il passaggio alla didattica a distanza nelle zone con 250 casi per 100mila abitanti.

Nell’ultima conferenza stampa il premier Draghi ha confermato il ritorno in classe dopo Pasqua fino alla prima media, ma questa sentenza potrebbe portare il Governo a rivedere ancora una volta il provvedimento.

Le motivazioni della sentenza

Il Tar del Lazio ha motivato la sentenza con i dati raccolti dall’Iss. “Relazioni – si legge nella nota – che pervengono alla conclusione che non esistono evidenze scientifiche, solide e incontrovertibili circa il fatto che il contagio avvenuto in classe influisca sull’andamento generale del contagio, che l’aumento del contagio tra i soggetti in età scolastica sia legato all’apertura delle scuole, che la cosiddetta variante inglese si diffonda maggiormente nelle sole fasce d’età scolastiche, che le diverse varianti circolanti nel Paese siano resistenti ai vaccini in uso in Italia“.

Tribunale
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Bocciati gli altri ricorsi

Il Tar del Lazio ha bocciato gli altri ricorsi. Il Tribunale amministrativo ha confermato la chiusura delle sale giochi e dei teatri, nonostante il ricorso presentato da alcune aziende.

Una sentenza che, quindi, potrebbe portare il premier Draghi a rivedere solo la questione scuola. I giudici chiedono di riaprire le scuole anche in zona rossa entro il 2 aprile. Le festività pasquali consentiranno all’esecutivo di non cambiare il proprio esecutivo fino al prossimo dpcm. Ma non sono esclude modifiche rispetto a quanto detto in conferenza stampa visto la decisione del Tar.

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ultimo aggiornamento: 26-03-2021


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