La Premier Giorgia Meloni ha risposto a tono alle accuse ricevute con riferimento alle parole del deputato Provenzano. I dettagli.
Non solo le parole sui rischi dell’intesa tra Trump e Russia sul gas. Alla Camera è stato scontro tra Giorgia Meloni e il Partito democratico, durante il dibattito sulle comunicazioni della premier in vista del Consiglio europeo. Nel suo intervento conclusivo, la presidente del Consiglio ha risposto alle critiche del deputato dem Peppe Provenzano, contestando in particolare i riferimenti al suo rapporto con Donald Trump e denunciando quello che considera un atteggiamento misogino nei suoi confronti.

Giorgia Meloni fulmina Provenzano e Pd
“Collega Provenzano, vorrei sapere cosa intendeva quando ha detto che non sono andata a non so quale vertice perché Trump non mi vezzeggiava”, ha esordito Meloni, soffermandosi sul significato del termine utilizzato dal parlamentare. La premier ha quindi rivendicato il proprio percorso politico: “Non sono arrivata dove sono arrivata con carezze e moine, ma combattendo, con le mie idee, dimostrando il mio valore e con il consenso dei cittadini”.
Meloni ha poi aggiunto che Provenzano non avrebbe utilizzato lo stesso tono con un collega uomo, chiamando in causa anche Laura Boldrini. “Dobbiamo iniziare a fare i conti con una misoginia che ha impedito alla sinistra in Italia di consentire alle donne di arrivare dove meritavano”, ha dichiarato.
Le accuse di Provenzano sulla politica estera
Le parole della premier sono arrivate, come detto, dopo l’intervento di Provenzano, responsabile Esteri del Pd, che aveva criticato duramente la linea del governo in politica internazionale. Il deputato ha parlato di una “bancarotta morale dell’Occidente”, contestando a Meloni la candidatura di Trump al Nobel per la pace e accusando l’esecutivo di non aver assunto una posizione sufficientemente incisiva sui principali conflitti.
Provenzano aveva ribadito il sostegno del Pd all’Ucraina, sostenendo che interrompere gli aiuti per consentirle di difendersi non avrebbe favorito la pace, ma la resa all’aggressore. Ha inoltre sottolineato la necessità di un percorso diplomatico, nonostante le difficoltà legate all’atteggiamento di Vladimir Putin.
Nel suo intervento, il deputato dem ha criticato anche le scelte italiane sul Medio Oriente, citando il mancato riconoscimento della Palestina e l’assenza di sanzioni contro le colonie illegali. Ha contestato inoltre la gestione della crisi libanese, la posizione sulla guerra contro l’Iran e l’invio di una missione militare in Arabia Saudita senza informare il Parlamento.
Infine, Provenzano ha accusato Meloni di alimentare lo scontro con l’Europa, ricordando che il governo è in carica da quattro anni. “Se dall’Europa non arrivano risposte, la domanda va rivolta a voi stessi”, aveva concluso.