Sequestro a Wind da 21 milioni di euro per una truffa sui servizi a pagamento. Pugno duro della Procura di Milano.

MILANO – Sequestro a Wind da 21 milioni di euro per una truffa sui servizi a pagamento. E’ questa la decisione, come riferito dal Corriere della Sera, presa dal gip Stefania Nobile su richiesta della Procura di Milano.

Il blitz è scattato nella giornata di giovedì 14 gennaio e sono in corso tutti gli accertamenti del caso per verificare meglio quanto successo e le eventuali responsabilità.

Le motivazioni del sequestro

Il sequestro è stato accompagnato dalle motivazioni del Gip di Milano: “Esiste la necessità di delineare nell’organigramma di Wind chi, a conoscenza del meccanismo fraudolento, avesse il potere-dovere di attivarsi per segnalarlo alle autorità competenti e/o risolvere i contratti. I rimborsi effettuati non assumono rilevanza perché si riferiscono a pagamenti di febbraio-agosto 2019, dunque successivi all’ultimo pagamento effettuato verso Brightmobi e Yoom da Pure Bros, che si era nel frattempo vista riconoscere da Wind il 50% del profitto su ogni utenza attivata“.

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La vicenda

La vicenda risale agli anni scorsi quando l’azienda, secondo l’accusa, era riuscita a far attivare all’utente con un sovraprezzo sulla scheda giochini, suonerie, meteo, oroscopi, gossipi e streaming di video e musica tramite l’inganno di banner fraudolenti.

Da qui sono iniziati tutti gli accertamenti della Procura di Milano che ha portato al sequestro di oltre 21 milioni di euro e ad un approfondimento che continuerà nelle prossime settimane. Un pugno duro che potrebbe essere un precedente anche in altre situazioni.

Non è la prima volta, infatti, che succede un episodio simile e non si escludono indagini per valutare eventuali reati da parte di concorrenti di Wind. Vicende che sono da tempo sul tavolo dell’Antitrust e che ora sono finite sotto la lente di ingrandimento della giustizia italiana e, in particolare, della Procura di Milano.


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