Quantcast
Sergio Cosimini: chi è il pluriomicida che uccise tre persone
Vai al contenuto
Iscriviti alla nostra newsletter

Seguici sui nostri canali

NEWSMONDO #CANALI

Sergio Cosimini: chi è il pluriomicida che uccise tre persone tra Firenze e Siena

Polizia

Sergio Cosimini è il nome legato a tre omicidi avvenuti tra il 1989 e il 1990 in Toscana. Dopo i delitti fu giudicato incapace di intendere e di volere e internato in una struttura psichiatrica giudiziaria.

Esistono vicende che segnano la memoria collettiva non solo per la loro crudeltà, ma soprattutto per l’ombra di un dubbio atroce: quello che la tragedia fosse evitabile. Quello di Sergio Cosimini è uno di questi.

Il suo nome è rimasto legato a tre omicidi commessi in Toscana tra il 1989 e il 1990, prima a Firenze e poi a Siena. La sua storia ha colpito per il profilo psichiatrico che emerse dopo l’arresto e per il fatto che, dopo i delitti, venne giudicato totalmente incapace di intendere e di volere, evitando così il processo ordinario e il carcere.

Sergio Cosimini: l’omicidio di Antonio Cordone e la strage di via dei Gazzani

Il primo delitto avvenne il 26 dicembre 1989 a Firenze. La vittima fu Antonio Cordone, 65 anni, ex allenatore di calcio, ucciso mentre passeggiava con il cane. Secondo le ricostruzioni successive, Cosimini lo colpì con uno sparo alla tempia e lasciò vicino al corpo una lettera minatoria firmata con un richiamo all’anticristo. In un primo momento quel delitto rimase avvolto nel mistero e non venne collegato subito a lui.

Polizia
Polizia

La svolta arrivò pochi mesi dopo, il 1° giugno 1990, a Siena, in via dei Gazzani. Cosimini viaggiava su un ciclomotore in contromano quando venne fermato dai carabinieri Mario Forziero e Nicola Campanile per un controllo. In pochi secondi tirò fuori una Colt calibro .42 e sparò tre colpi.

Forziero morì subito, piegato sul volante dell’auto di servizio; Campanile riuscì a uscire dall’abitacolo e a tentare una reazione, ma crollò poco dopo. Dopo una fuga tra le strade del centro, Cosimini venne catturato e confessò anche l’omicidio di Cordone, dicendo di averlo ucciso perché “lo aveva guardato male”.

La perizia psichiatrica e il lungo capitolo dell’internamento

Dopo l’arresto, una perizia stabilì che Sergio Cosimini era non imputabile per vizio totale di mente. Per questo fu internato in un Ospedale Psichiatrico Giudiziario, inizialmente a Montelupo Fiorentino, e in seguito anche in altre strutture. Negli anni la sua vicenda è tornata più volte al centro dell’attenzione per i trasferimenti, una fuga temporanea e il dibattito sulla gestione dei soggetti ritenuti socialmente pericolosi ma incapaci di intendere e di volere.

È anche per questo che il nome di Sergio Cosimini continua ancora oggi a riemergere nelle cronache toscane. Non c’è solo il peso di tre vittime innocenti, ma anche una storia che ha lasciato aperte domande dolorose sulla prevenzione, sulla pericolosità sociale e sul confine tra malattia mentale e tutela della collettività.

Leggi anche
Giovanni Vicente Mosquera Serrano: chi è il presunto leader del Tren de Aragua tra i più ricercati dall’FBI

Riproduzione riservata © 2026 - NM

ultimo aggiornamento: 17 Aprile 2026 18:06

Giovanni Vicente Mosquera Serrano: chi è il presunto leader del Tren de Aragua tra i più ricercati dall’FBI

nl pixel