La reporter Shireen Abu Akleh probabilmente non fu uccisa per errore, come era stato precedentemente dichiarato.

In apparenza, i soldati israeliani in Cisgiordania hanno ucciso la reporter Shireen Abu Akleh durante un raid dell’esercito a Jenin. Shireen Abu Akleh, era questo il nome della giornalista di Al Jazeera di 51 anni. Il ministero della salute della Palestina ha confermato l’accaduto. Un proiettile delle forze israeliane ha colpito la donna, ma non c’erano prove che il fatto fosse accaduto per errore. Subito dopo, i soccorsi l’hanno trasportata d’urgenza in ospedale ma non è riuscita a salvarsi. Anche Ali Samoudi, un altro giornalista palestinese che lavora per il giornale Al-Quds, è stato ferito alla schiena da un proiettile. In questo momento si trova in condizioni stabili.

bandiera israele

Bonus 2022: tutte le agevolazioni, chi può richiederle e come si possono ottenere

Chi era la giornalista Shireen Abu Akleh

Shireen Abu Akleh era laureata in architettura all’Università di Scienza e Tecnologia in Giordania. Dopo ha deciso di specializzarsi in giornalismo ed ha conseguito una nuova laurea presso l’Università di Yarmouk, in Giordania. Tornata in Palestina, Shireen ha lavorato in alcuni siti come UNRWA, Voice of Palestine Radio e Amman Satellite Channel. Dopo per la Fondazione Moftah, Radio Monte Carlo ed infine per Al Jazeera.

La conclusione del rapporto dello scontro a fuoco che uccise la giornalista, ritiene che “il proiettile che ha ucciso Abu Akleh è stato sparato dalla posizione approssimativa del convoglio militare israeliano, molto probabilmente da un soldato di un’unità d’élite”. E continua: “il Times non ha trovato prove che la persona che ha sparato abbia riconosciuto Abu Akleh e l’abbia presa di mira personalmente. Non è stato in grado di determinare se l’assassino ha visto che lei e i suoi colleghi indossavano giubbotti protettivi decorati con la parola Press”.

La discordanza con le dichiarazioni israelite

Ma il rapporto in questione è discordante rispetto alle dichiarazioni di alcuni israeliti. ”Le prove esaminate dal Times hanno mostrato che non c’erano palestinesi armati vicino a lei quando le hanno sparato. Vengono contraddette le affermazioni israeliane secondo cui, se un soldato l’aveva uccisa per errore, era perché aveva sparato a un uomo armato palestinese. L’indagine ha anche mostrato che sono stati sparati 16 colpi dal luogo dove si trovava il convoglio israeliano, contrariamente alle affermazioni israeliane secondo cui il soldato aveva sparato cinque proiettili nella direzione dei giornalisti”, ha dichiarto il New York Times.

Riproduzione riservata © 2022 - NM

giallo

ultimo aggiornamento: 23-06-2022


Anita Alvarez: perde i sensi in acqua e viene salvata dall’allenatrice

Offrire un tè al metadone: Bambino di 9 anni finisce in coma