Una cerimonia senza eguali nell’occidente moderno, quella per la Regina Elisabetta II, è stato un rito particolare, ricco di simbolismo.

Non si vedeva da circa 60 anni una cerimonia simile a Londra, l’ultima, quella di Wiston Churchill. Solenne e reale, sono gli aggettivi che più la descrivono, proprio come lei, Elisabetta II.

La bara della regina è stata esposta e trasportata su un carro militare della Royal Navy, mai utilizzato in battaglia. Come da tradizione il carro è scortato da 142 marinai della Royal Navy, impegnati nella processione accompagnata anche da bande di cornamuse e tamburi scozzesi e Irlandesi. In passato, il carro, ha scortato anche la salma della regina Vittoria nel 1901. In seguito anche quelle di re Edoardo VII, re Giorgio V, re Giorgio VI, Winston Churchill e Lord Louis Mountbatten.

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La copertura della bara

Lo stendardo reale a ricoprire la bara accoglieva su di sé la corona imperiale, lo scettro simbolo del potere e il globo crucigero, simbolo della cristianità. Gli oggetti simbolici accompagnano tutta la cerimonia fino all’immissione della bara nella cripta, quando vengono prelevati dal gioielliere. Inoltre, sulla bara era presente il mirto delle nozze della regina, che sta a simboleggiare il matrimonio felice con Filippo di Edimburgo. Il mirto proviene dal bouquet di fiori del matrimonio della regina, tagliato da un piccolo rametto.

Regina Elisabetta e Filippo
Regina Elisabetta e Filippo

La corona di fiori

Ad accompagnare la bara la corona di fiori poggiata sulla bara realizzata con i fiori raccolti nelle tre residenze reali più amate dalla regina: Buckingham Palace, Clarence House e Highgrove. Insieme ad essa, un biglietto scritto a mano dal nuovo Re “In memoria amorevole e devota. Carlo“.

Il bastone del comando e l’inno alle nozze

È la fine del funerale, e il rito prevede che il Lord Ciambellano, una delle figure più importanti della Casa reale, rompa il “bastone del comando” e lo metta sulla bara della defunta regina.

Uno degli inni cantati durante la cerimonia è lo stesso che lei stessa scelse nel 1947 per il suo matrimonio: basato sul Salmo 23, “Il Signore è mio pastore, non manco di nulla”.

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ultimo aggiornamento: 19-09-2022


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