Cos’è il Long Covid, quali sono i sintomi frequenti? Il dramma delle persone mai guarite del tutto dal coronavirus.

Che il coronavirus non fosse una semplice influenza ormai lo si era capito da tempo, e la conferma arriva dai tanti casi di Long Covid, ossia delle persone che, risultate negative al tampone, e quindi ufficialmente guarite, continuano ad avvertire i sintomi della malattia.

Il caso più evidente è quello dei pazienti deboli. Il Covid, su un organismo già provato, lascia una traccia evidente a livello polmonare. La respirazione risulta più faticosa o comunque si potrebbe avvertire un senso di affaticamento o affanno. Ma il Long Covid è decisamente più complesso, anche perché siamo di fronte ad uno scenario nuovo ancora da approfondire.

Terapia intensiva coronavirus

Long Covid (o Post Covid)

Anche sul nome ci sono diverse correnti di pensiero: Post Covid o Long Covid sono i due più utilizzati. La scienza ci dirà quale dei due è il più corretto.

Il Post Covid suggerisce di fatto che i pazienti guariti si ritrovano a fare i conti con le conseguenze della malattia. Con i segni lasciati dal virus sull’organismo.

Long Covid suggerisce invece che i pazienti non guariscono definitivamente dalla malattia e continuano a combatterla anche per mesi.

Coronavirus
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I sintomi del Long Covid: dalla stanchezza alla perdita di memoria

I sintomi frequenti, se di sintomi possiamo parlare, ma la sentenza definitiva spetta al mondo della scienza, sono stanchezza, dolori muscolari, affaticamento, difficoltà respiratorie. Si registrano anche casi in cui il soggetto abbia presentato perdita di memoria.

Sindrome Long Covid

Secondo il National Institute for Health Research i pazienti coronavirus che continuano a presentare i sintomi potrebbe muoversi in un quadro complesso dove troviamo diverse sindromi riconducibili ai sintomi.

La sindrome da post-terapia intensiva interessa, come suggerisce il nome, i pazienti che hanno trascorso un periodo di tempo nei reparti di terapia intensiva. Oltre agli effetti sull’organismo (debolezza, affaticamento, in alcuni casi difficoltà a parlare) si registra anche uno stato depressivo.

Nella sindrome post-affaticamento virale si registra uno stato di affaticamento anche dopo la guarigione dall’infezione.

C’è poi l’evidenza scientifica di danni permanenti all’organo, nel caso del Covid i polmoni.

Per quanto riguarda il Long Covid le evidenze scientifiche sono ancora poche per tracciare un quadro dettagliato e aderente alla realtà.

I casi registrati

I numeri delle persone che avvertono i sintomi iniziano ad essere considerevoli. Ci attestiamo, secondo alcune stime, intorno al 10% dei pazienti guariti.

La ‘falla’

Uno degli aspetti problematici è che molte delle persone che devono fare i conti con il coronavirus anche dopo la guarigione ufficiale spesso devono affrontare la sfida da soli (e di tasca propria). Gli ospedali continuano a monitorare le condizioni dei pazienti anche dopo le dimissioni, ma solo nel caso dei pazienti considerati gravi. Invece il Long Covid interessa anche pazienti che non hanno vissuto uno sviluppo critico della malattia.

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ultimo aggiornamento: 23-10-2020


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