Nel 1943 Sir Harry Oakes fu trovato assassinato nella sua villa di Nassau. Il genero Alfred de Marigny venne processato e assolto, mentre il controverso caso rimase senza colpevole.
La mattina dell’8 luglio 1943, Sir Harry Oakes, 68 anni, magnate minerario e uno degli uomini più ricchi delle Bahamas, venne trovato morto nella sua villa Westbourne, vicino Nassau. Aveva subito diversi colpi alla testa e il corpo presentava ustioni: qualcuno aveva tentato di incendiare il letto dopo l’aggressione. L’omicidio avrebbe generato uno dei più discussi misteri criminali dell’epoca.

Harry Oakes: il corpo nella villa e il genero immediatamente sospettato
A trovare Oakes fu l’amico e socio immobiliare Harold Christie, che aveva trascorso la notte nella stessa abitazione e dichiarò di non avere sentito nulla di sospetto.
All’epoca governatore delle Bahamas era il duca di Windsor, Edoardo VIII, che conosceva personalmente Oakes. Anziché affidarsi esclusivamente agli investigatori locali o chiedere l’intervento di Scotland Yard, fece arrivare a Nassau due investigatori della polizia di Miami. Questa decisione sarebbe diventata uno degli aspetti più controversi dell’intera vicenda.
I sospetti si concentrarono rapidamente su Alfred de Marigny, marito della figlia diciannovenne di Oakes, Nancy. Tra lui e il suocero esistevano rapporti difficili.
L’elemento principale dell’accusa era una impronta digitale attribuita a de Marigny, apparentemente trovata su un paravento cinese nella camera dell’omicidio.
Il processo, l’impronta contestata e un assassino mai identificato
Il processo iniziò il 18 ottobre 1943 davanti alla Corte Suprema delle Bahamas. La difesa mise duramente in discussione l’impronta digitale, evidenziando anomalie nella sua raccolta e documentazione. Arrivò anche a sostenere che l’impronta potesse essere stata trasferita artificialmente sulla scena.
La provenienza della traccia divenne così dubbia da indebolire profondamente il caso dell’accusa. Anche altri elementi forensi raccolti durante le prime ore dell’indagine erano stati gestiti in maniera problematica.
Il 12 novembre 1943, dopo un processo seguito dalla stampa internazionale, la giuria assolse de Marigny. Raccomandò comunque la sua espulsione dalle Bahamas. Nancy aveva continuato a sostenere pubblicamente l’innocenza del marito.
Negli anni successivi furono formulate numerose teorie. Alcune indicarono Christie, altre ipotizzarono interessi finanziari, criminalità organizzata o perfino intrighi legati al duca di Windsor. Nessuna di queste ricostruzioni è mai stata dimostrata in tribunale.
Dopo l’assoluzione di de Marigny nessun’altra persona venne processata. A più di ottant’anni di distanza, l’identità dell’assassino di Sir Harry Oakes rimane sconosciuta.