Le sanzioni alla Russia avrebbero effetti considerevoli anche sulle società occidentali: quali sarebbero le più colpite.

La crisi in Ucraina è entrata in una fase particolarmente delicata, con le posizioni delle due fazioni che si stanno delineando e definendo: Mosca ha riconosciuto le repubbliche separatiste e ha mosso l’esercito verso il Donbass, Ue e Stati Uniti hanno risposto con un primo pacchetto di sanzioni. Ma questa strategia evidentemente ha un grosso limite: le sanzioni nei confronti della Russia hanno ripercussioni anche sulle aziende occidentali, e Reuters ha fatto una stima di quelle che sono le società più a rischio in questa situazione di assoluta incertezza.

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Le aziende più colpite dalla sanzioni alla Russia

Mentre molti ancora si domandano Putin abbia attaccato la Russia e se l’invasione sia iniziata, gli effetti economici della crisi iniziano a farsi sentire soprattutto in Europa (ma non solo). La crisi si riflette sul prezzo delle materie prime e abbiamo avuto modo di approfondire nei giorni scorsi il tema legato alla battaglia del grano.

Uno dei settori a rischio è quello della finanza. Tutti parlano dell’energia, che come vedremo ha il suo peso nella crisi, ma pochi danno la giusta importanza alle ripercussioni delle sanzioni nel campo della finanza. Colpire le banche russe significa colpire anche alcuni grandi colossi occidentali.

Diverse banche europee e diversi fondi americani prestano denaro alla Russia. E se Mosca non fosse nelle condizioni di restituire il denaro la situazione sarebbe quantomeno complicata. Ma il problema non è solo quello dei prestiti. Per diversi istituti bancari europei il rendimento delle ‘controllate’ russe ha un impatto notevole sugli utili. Due esempi: la Raiffeisen Bank ha ricavato il 39% dell’utile netto del 2021 dalla controllata russa; Unicredit ha ricavato il 7% dell’utile netto dalla controllata russa. Parliamo di cifre importanti e abbiamo fatto solo due esempi.

investimenti esteri europei titoli di stato
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Il settore dell’energia

Ovviamente gli effetti collaterali più consistenti sono quelli legati al settore energetico. Se si dovesse decidere di intervenire sull’export russo di gas, ad esempio, il contraccolpo sulle aziende occidentali sarebbe difficile da gestire.

Secondo Reuters, una delle società più colpite in caso di sanzioni in ambito energetico sarebbe la britannica BP, che ha una partecipazione di quasi il 18% in Rosneft, la compagnia petrolifera del governo russo.

Una stretta sul gas andrebbe a colpire duramente anche un colosso come la Shell, che nelle società e negli impianti russi ha interessi e affari decisamente consistenti.

Gli altri settori

Come evidenziato da Reuters, ci sono anche altri settori che andrebbero in difficoltà con una politica di sanzioni particolarmente severa. Un settore esposto è quello dell’auto, con molte case automobilistiche che hanno interessi considerevoli in Russia. Non solo. Anche Carlsberg, il colosso della birra, ha un considerevole giro di affari in Russia controllando Baltika, il colosso russo nel settore della produzione della birra.

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ultimo aggiornamento: 23-02-2022


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