Un fattore mai accaduto nella storia della Repubblica potrebbe giocare un ruolo determinante sul risultato delle prossime elezioni.

Si fa i conti con un 40% di indecisi. A puntare su questa parte è in particolare il PD, il cui leader Enrico Letta afferma di voler convincere. Dagli ultimi sondaggi si evince che oltre il 30% della popolazione risulta astenuto o incerto, questo dato rappresenta ben oltre la percentuale di qualsiasi forza politica.

Se fino a domenica 25, il giorno delle elezioni, gli indecisi non si schiariranno le idee o gli astenuti non cambino idea, saremo davanti ad una delle più alte percentuali di astenuti della storia della Repubblica.

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Perché gli indecisi?

Ci si aspetta un’affluenza che va sotto il 70%. Ha dichiarato Enzo Risso dell’istituto di ricerca Ipsos che “Abbiamo una percentuale ormai sedimentata del 20% che stabilmente non va più a votare per diversi motivi: disaffezione alla politica, delusione verso il partito di riferimento o la sensazione che a prescindere dal risultato poi in parlamento si accorderanno come conviene“.

Elezioni
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Inoltre, il vantaggio complessivo del centrodestra è troppo grane per essere colmano da qualsiasi ripensamento. Se anche una percentuale di persone andasse a votare, si sfiorerebbe un 10-12% di questi, non abbastanza per impattare sul risultato finale.

Lo storico dell’affluenza: i numeri

Le elezioni italiane, storicamente sono sono sempre state partecipate. Nel 1948 le prima a suffragio universale dopo vent’anni di dittatura fascista ci fu un’affluenza del 92%. Nel 1958 l’affluenza fu del 94%. Le stime iniziano ad abbassarsi sotto il 90% dopo il 1893, quando Craxi diventò il primo premier socialista della storia d’Italia.

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Speciale Elezioni 2022

ultimo aggiornamento: 22-09-2022


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