L’interruttore staccabatteria permette di preservare più a lungo la batteria del veicolo, specie quando questi viene tenuto fermo per lunghi periodi di tempo.

Lo staccabatteria, o ‘interruttore staccabatteria’ è un dispositivo meccanico il cui scopo è quello di isolare il circuito di alimentazione di un veicolo a motore ossia, in altre parole, isolare la batteria dal resto dell’impianto elettrico. Si tratta di uno strumento particolarmente utile: le batterie, infatti, per poter funzionare al meglio e durare il più a lungo possibile hanno bisogno di ‘lavorare’ costantemente, ossia di attraversare cicli continui di carica e scarica. Può capitare, però, che per una ragione o per l’altra, un veicolo resti fermo per un lungo periodo di tempo: questa fase di ‘inattività’ fa male alla batteria che può facilmente scaricarsi, costringendo il proprietario del veicolo a ricaricare la batteria oppure a sostituirla con una nuova. Per questo, lo staccabatteria può risultare prezioso, evitando inconvenienti di questo genere.

Cos’è lo staccabatteria e dove si installa

Premesso che esistono diversi tipi di staccabatteria, con diverse specifiche meccaniche ed elettriche, possiamo dire che, in generale, si tratta di un semplice morsetto. Lo si può acquistare sia presso un normale negozio di autoricambi sia online; il prezzo oscilla fra i 10 e i 250 euro, in base alla tipologia di dispositivo (quelli più complessi, ovviamente, costano di più). Di solito, il dispositivo va installato sul polo negativo al quale poi va allacciato il cavo nero del polo negativo.

Lo staccabatteria è dotato di un interruttore o di una rotella mediante i quali è possibile mettere in contatto il polo su cui è applicato il dispositivo e il cavo nero del negativo della batteria. In tal modo è possibile ‘aprire’ o ‘chiudere’ il circuito, ossia isolare o connettere la batteria al resto dell’impianto elettrico. In parole povere, con lo staccabatteria – come suggerito dal nome stesso – possiamo collegare e scollegare a piacimento la batteria con la semplice azione di un interruttore o di una rotella.

Come installare lo staccabatteria

Come detto, di solito il dispositivo va connesso al polo negativo della batteria. Si tratta di una scelta consigliata ma non obbligatoria. Infatti, quando si vuole istallare un interruttore staccabatteria, bisogna anche tenere in conto la disposizione delle componenti all’interno del vano motore: se, per come è alloggiata la batteria, il polo negativo è troppo difficile da raggiungere, si può applicare il dispositivo anche al polo positivo. È bene tenere presente che i due poli della batteria non hanno le stesse dimensioni. Per tanto, in fase di acquisto, bisogna scegliere tra uno staccabatteria positivo ed uno negativo, poi si può procedere all’istallazione vera e propria.

Anzitutto, si scollega il morsetto del polo (quello che si è scelto per collegarvi lo staccabatteria); poi vi si fissa lo staccabatteria al quale, successivamente, si allaccia il morsetto del cavo della batteria. Durante la fase di montaggio, è bene assicurarsi di aver stretto bene la rotella dell’interruttore al polo della batteria per evitare che si creino archi di energia che impediscono al veicolo di funzionare e possono provocare un pericoloso surriscaldamento della batteria stessa.

A cosa serve lo staccabatteria

Dopo aver visto come installarlo, vediamo ora quali sono i motivi per cui è consigliabile – o in certi casi necessario – utilizzare un interruttore staccabatteria. Una delle ragioni, come detto, è quella di evitare la dispersione di corrente all’interno dell’impianto elettrico del mezzo specie durante lunghi periodi di mancato utilizzo. Talvolta, invece, è necessario isolare la batteria dal resto dell’impianto per motivi pratici, ossia in caso di emergenza oppure qualora vi sia la necessità di effettuare un intervento di riparazione o manutenzione dell’impianto.

Staccabatteria
Fonte immagine: https://www.flickr.com/photos/jeepersmedia/14938258778

I vari tipi di staccabatteria

Lo staccabatteria è, come già accennato, un dispositivo dotato di interruttore o morsetto. Sono questi, in buona sostanza, le due tipologie principali cui si aggiunge lo staccabatteria nautico, che ha le stesse caratteristiche dei dispositivi ad interruttore ma, come si intuisce dal nome stesso, è omologato anche in conformità alle direttive nautiche ed è destinato ad assere installato prevalentemente sulle batterie di scafi o imbarcazioni (fermo restando il medesimo principio di funzionamento).

Lo staccabatteria a morsetto è nient’altro che un un dispositivo meccanico composto da un morsetto da applicare al polo della batteria su cui si trova una vite che serve ad ‘aprire’ o ‘chiudere’ il circuito. Stringendo la vite si permette il passaggio della corrente (ovvero, si chiude il circuito) mentre se la si allarga si apre il circuito (e la batteria è isolata dal resto dell’impianto elettrico).

Lo staccabatteria ad interruttore, invece, è dotato di un pulsante di attivazione on/off. Anche per questo, non è necessario che venga alloggiato direttamente sulla batteria ma può essere tranquillamente installato altrove, per esempio incassato nell’impianto elettrico. La chiave dell’interruttore in genere è estraibile per motivi di sicurezza: in tal modo non è possibile isolare la batteria.

Caratteristiche tecniche

L’interruttore staccabatteria viene utilizzato principalmente su quei mezzi che, dopo un breve periodo di utilizzo, sono destinati a lunghi momenti di inattività. In particolare, questo dispositivo risulta particolarmente utile su barche, scafi, camper e mezzi agricoli, tutti accomunati dalla possibilità di trascorrere diversi mesi in stato di completa inattività. Lo staccabatteria è quindi fondamentale per non dover sostituire la batteria ogni qual volta c’è la necessità di rimettere in moto un mezzo dopo molto tempo.

Dal momento che gli ambiti di utilizzo sono molto diversi, gli staccabatteria presentano un ventaglio di caratteristiche tecniche ed elettriche molto ampio. Anzitutto possono essere unipolari o bipolari. Poi, variano i parametri caratteristici quali contatto e tensione nominale.

Al netto delle specifiche imposte dal produttore, di solito uno staccabatteria unipolare da 350 Ampere (valore della corrente massima continua) con un contatto M12 e una tensione nominale tra i 12 e 24 Volt può reggere una corrente massima di 2500 Ampere per 5 secondi; un unipolare da 150 A o 200 A, invece, con la stessa tensione nominale ma con un contatto M10, arriva a supportare 1000 A per 3” (se è da 150 A) o 5 secondi (se è da 200 A). La temperatura di impiego in genere oscilla tra i -40° e i +85° e gli stessi parametri sono validi anche per i dispositivi bipolari.

Fonte immagine: https://www.flickr.com/photos/netnemo/4488011322

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