Non bastano (al momento) gli Stati Generali, industriali e commercianti restano critici

Non bastano (al momento) gli Stati Generali, industriali e commercianti restano critici

Non bastano gli Stati Generali, industriali e commercianti ancora contro Conte (per il momento). Ma il Premier crede fortemente nel piano per il Rilancio.

Gli Stati Generali fortemente voluti dal premier Conte si avviano alla conclusione ma resta irrisolto il nodo dello strappo tra il governo e il fronte degli industriali e dei commercianti, travolti dalla crisi.

16/05/2020 Roma – conferenza stampa Presidente del Consiglio dei Ministri / foto Alessandro Serrano’/Pool/Insidefoto/Image nella foto: Giuseppe Conte

Industriali e commercianti critici, niente accordo con il governo Conte (per ora)

Bonomi guida il fronte anti-governo e anche dopo la sua partecipazione agli Stati Generali non ha risparmiato critiche al lavoro dell’esecutivo di Giuseppe Conte. Ed è andato in scena un botta e risposta con il Presidente del Consiglio, con il ministro Gualtieri inevitabilmente sullo sfondo.

Conte scommette sul piano rilancio e sugli Stati Generali

Il premier Conte ha detto e ribadito di essere convinto della bontà del piano proposto in occasione degli Stati Generali. Ci sono le basi per una vera e propria rivoluzione che dovrebbe portare al rilancio della nuova Italia, chiamata a guardare al futuro scrollandosi di dosso anche alcuni dei vecchi retaggi del passato, come la burocrazia eccessiva, ad esempio.

16/05/2020 Roma – conferenza stampa Presidente del Consiglio dei Ministri / foto Alessandro Serrano’/Pool/Insidefoto/Image nella foto: Giuseppe Conte

I dossier spinosi delle prossime settimane

La consapevolezza è che in tempi brevi bisognerà passare dalle parole ai fatti, almeno per chiudere alcuni dei dossier più stringenti.

Il Presidente del Consiglio ha annunciato l’imminente modifica dei decreti Sicurezza varati e approvati durante l’esperienza di governo con la Lega di Matteo Salvini. La discussione potrebbe alzare il livello della tensione tra il Pd, che sarebbe pronto a cancellare del tutto i provvedimenti dell’ex ministro degli Interni se solo potesse, e il Movimento 5 Stelle, che vuole muoversi con prudenza anche per un discorso di coerenza. Su quei provvedimenti ci sono anche i voti del MoVimento.

Nelle prossime settimane andrà chiusa anche la questione Autostrade, e anche qui il Pd e il M5s partono da posizioni non propriamente convergenti. I pentastellati hanno dichiarato guerra ai Benetton dal giorno del tragico crollo del Ponte Morandi, mentre dalle parti del Pd non si esclude la possibilità di procedere con la revisione delle concessioni nel caso in cui si trovasse un accordo favorevole tra le parti.

Palazzo Chigi

Le tensioni politiche nelle forze di maggioranza

Ma in queste settimane il Presidente del Consiglio ha dovuto fare i conti anche con diverse questioni politiche particolarmente delicate. Il partito democratico ad esempio non aveva reagito bene alla convocazione a sorpresa degli Stati Generali da parte del premier. La questione è rientrata in pochi giorni anche grazie alla mediazione del Segretario dem Nicola Zingaretti.

Nel giro di pochi giorni il premier ha dovuto fronteggiare anche la tensione crescente nel Movimento 5 Stelle. Alessandro Di Battista ha riaperto la discussione sulla leadership del MoVimento e nel calderone dei nomi, complici i sondaggi, ci è finito anche lo stesso Conte, ches si è tirato indietro nel tentativo di sminare il terreno

Argomenti