Il senatore Dario Stefàno di base riformista lascia il Pd.

Dopo un’autosospensione lo scorso anno dal partito a causa delle polemiche con il governatore della Puglia Emiliano – che aveva sostenuto il sindaco di estrema destra di Nardò – Stefano lascia il Pd. Arriva l’arrivo ufficiale: la carriera con il Partito democratico è finita con un lungo sfogo su Facebook. Il senatore di Base riformista, spiega al Corriere della Sera i motivi del suo addio al partito democratico.

“Nel Pd e ancor di più nella mia Puglia, sta prevalendo un sodalizio con un civismo opaco e di convenienza, con cui personalmente non ho ragione di condividere nulla” ha detto il senatore. “L’improvvisa chiamata al voto, con la necessità di correre ai ripari rispetto a un isolamento a cui il Pd si è costretto dopo innumerevoli errori tattici e strategici, ha reso ancora più evidente che il Pd non può più essere il partito in cui profondere impegno e passione” ha dichiarato Stefano.

Enrico Letta
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La rottura con Calenda ha chiuso le porte ai riformisti

Secondo il riformista, la rottura del patto con Calenda rischia di chiudere tutte le porte ai riformisti. “L’alleanza con Calenda e Renzi avrebbe sicuramente reso meno evidente la deformazione che sta attraversando il Pd. Non pe la sinistra ma per le contraddizioni che alcune alleanze portano dentro lo schema” ha spiegato il senatore pugliese. Ma oramai è fatta, dice e poi l’affondo sull’agenda Draghi.

“Molti sperano che qualcun altro possa rappresentare un riferimento più sicuro per gli elettori che hanno creduto nel governo Draghi e nella agenda pragmatica che lo ha ispirato.” Un riferimento probabilmente alla coalizione Renzi Calenda e critica i dem di aver dimenticato l’agenda del premier. “I dem hanno già dimenticato qualsiasi riferimento a quell’agenda” dice “non ne parla più nessuno, come fosse una cosa da nascondere”.

La critica anche al segretario del suo ormai ex partito. “Latta è troppo preso a garantire un posto agli esponenti di altri partiti, movimenti o presunti tale”. Ma una cosa è certa per Stefano: “In questo partito non c’è più spazio per i riformisti.”

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ultimo aggiornamento: 15-08-2022


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