Steven Truscott fu condannato a 14 anni per l’omicidio di Lynne Harper e finì nel braccio della morte. Decenni dopo, la sua condanna venne annullata e lui fu assolto.
Ci sono casi che non restano nella memoria solo per il delitto, ma per tutto quello che la giustizia ha costruito attorno a esso. Quello di Steven Truscott è uno di questi. In Canada il suo nome è diventato il simbolo di uno dei più gravi errori giudiziari del Novecento.
Nel 1959, quando aveva appena 14 anni, venne accusato dell’omicidio della compagna di scuola Lynne Harper, di 12 anni, e la sua vita cambiò per sempre. Per decenni è rimasto il ragazzo condannato per un delitto terribile; poi, quasi cinquant’anni dopo, la sua storia ha preso una direzione completamente diversa.

Il delitto di Lynne Harper e la condanna di Steven Truscott che sconvolse il Canada
Lynne Harper scomparve il 9 giugno 1959 nei pressi della RCAF Station Clinton, in Ontario. Due giorni dopo il suo corpo venne trovato in un vicino boschetto: la ragazzina era stata violentata e strangolata con la sua stessa camicetta. Steven Truscott fu indicato subito come l’ultima persona ad averla vista viva, dopo averle dato un passaggio sulla sua bicicletta.
L’accusa sostenne che l’avesse portata fuori strada in una zona boscosa e lì avesse commesso il delitto. Lui, invece, ha sempre dichiarato di averla lasciata viva a un incrocio e di aver visto poco dopo un’auto fermarsi vicino a lei.
Il processo fu rapidissimo e devastante. Truscott venne giudicato come un adulto e condannato per omicidio. La pena fu la morte per impiccagione, circostanza che rese il caso ancora più scioccante per l’opinione pubblica canadese. In seguito la sentenza capitale venne commutata in ergastolo, e nel 1969 ottenne la libertà condizionale. Ma neppure dopo l’uscita dal carcere smise di proclamare la propria innocenza, continuando a lottare perché quella condanna venisse cancellata del tutto.
L’assoluzione del 2007 e il caso diventato simbolo di malagiustizia
La svolta arrivò molti anni dopo, quando nuove analisi e una revisione approfondita del fascicolo rimisero in discussione i punti centrali del vecchio processo. Tra gli elementi più pesanti emersero dubbi sul momento della morte di Lynne Harper, incongruenze nella lettura della prova medico-legale e materiale favorevole a Truscott che non era stato valutato correttamente nel procedimento originario. Proprio su questa base il caso venne rimandato davanti alla Corte d’Appello dell’Ontario.
Il 28 agosto 2007 la Corte d’Appello annullò la condanna e dispose l’assoluzione di Steven Truscott, affermando che si era verificato un errore giudiziario e che, se un nuovo processo fosse stato possibile, il risultato più probabile sarebbe stato l’assoluzione.
È questo il passaggio che ha trasformato definitivamente la sua vicenda in un caso simbolo: non solo un ragazzo accusato di un omicidio atroce, ma un uomo costretto a portare per quasi mezzo secolo il peso di una colpa che la giustizia, alla fine, ha riconosciuto come insostenibile.