Strage di Capaci. Dopo 30 anni ancora misteri sull’attentato

Strage di Capaci. Dopo 30 anni ancora misteri sull’attentato

Sono passati trent’anni dall’uccisione del giudice Falcone insieme a sua moglie e alla sua scorta e ancora non è tutto chiaro.

Il 23 maggio 1992 alle ore 17.58 l’autostrada di Capaci si solleva a causa dell’esplosione. L’attentato di Cosa Nostra per uccidere Giovanni Falcone. Il giudice era ancora vivo quando il resto della scorta lo ritrovò dopo l’esplosione, ma Falcone morì dopo poco insieme a sua moglie e tre uomini della scorta a causa dell’esplosione di 500kg di tritolo.

Una domanda dell’allora presidente della Camera Oscar Luigi Scalfaro: “è solo mafia questa?” è rimasta ancora senza risposta dopo 30 anni. L’attentato di Capaci era programmato da settimane e deciso da anni. Falcone era un obiettivo della mafia da almeno dieci anni prima quando aveva iniziato ad indagare sui pezzi grandi della mafia palermitana, quando istituì il maxiprocesso per Cosa Nostra.

A decidere fu Totò Riina insieme ai suoi fedelissimi ad inaugurare la stagione delle stragi negli anni 1992-1993 contro magistrati e giornalisti e politici che si opponevano al potere mafioso. La versione ufficiale è che Cosa Nostra, la mafia ha ucciso Falcone e le altre vittime della mafia venute dopo come il magistrato Borsellino. Ma la verità è che lo stato, uscito vincitore da tutta questa terribile storia, è responsabile almeno quanto la mafia.

Murales Falcone Borsellino

Di chi è la responsabilità della strage di Capaci?

Giovanni Falcone era un personaggio scomodo anche alla politica e alle istituzioni stesse che preferivano il rapporto di quieto vivere che avevano con la mafia piuttosto che lo sconvolgimento che stava provocando il magistrato. Ci sono piste mai seguite e che si è preferito abbandonare per la versione ufficiale che metteva pace a tutti. Ma ci sono dei buchi narrativi nelle indagini della strage di Capaci come ad esempio la dinamica. Si pensa alla “teoria del doppio cantiere” che viene da una perizia dell‘Fbi, che individua tra i detriti prodotti dalla deflagrazione tracce di pentrite e nitroglicerina. Queste sono sostanze chimiche per potenziare l’esplosione, ma che non sono contenute nell’esplosivo da cava.

Per la strage di Capaci furono sotto inchiesta anche Dell’Utri e Berlusconi in un’indagine poi archiviata a Caltanisetta per associazione mafiosa esterna a causa di alcune dichiarazione di pentiti. Il caso è stato archiviato così come l’inchiesta nei confronti di imprenditori edili. Secondo l’inchiesta le stragi sarebbero state provocate per evitare le indagini di Falcone e Borsellino sulla mafia negli appalti. La verità completa sulla morte di Falcone ancora non c’è, anche dopo 30 anni.