Il 16 aprile 2007 Seung-Hui Cho uccise 32 persone alla Virginia Tech, in Virginia. L’attacco avvenne in due fasi, a oltre due ore di distanza, prima del suicidio dell’autore.
Il 16 aprile 2007, il campus della Virginia Polytechnic Institute and State University, a Blacksburg, in Virginia, fu teatro di una strage che provocò la morte di 32 studenti e docenti. L’autore era Seung-Hui Cho, studente ventitreenne dell’università. Altre 17 persone furono ferite da colpi d’arma da fuoco, mentre sei studenti riportarono ferite saltando dalle finestre.

Virginia Tech: due attacchi separati da oltre due ore
La prima sparatoria iniziò intorno alle 7:15 nel dormitorio West Ambler Johnston Hall. Cho uccise la studentessa Emily Hilscher e Ryan Clark, resident advisor dell’edificio.
L’assassino lasciò quindi il campus. Circa due ore e mezza dopo raggiunse Norris Hall, edificio che ospitava aule e laboratori. Prima di iniziare il secondo attacco, bloccò alcune porte d’ingresso con delle catene.
Poco dopo le 9:40 cominciò a sparare all’interno delle aule utilizzando due pistole. In questa seconda fase uccise altre 30 persone, tra studenti e professori, e ne ferì numerose altre.
Gli agenti raggiunsero Norris Hall e riuscirono a entrare nell’edificio. Mentre la polizia avanzava, Cho si suicidò. In totale aveva ucciso 27 studenti e cinque membri del corpo docente.
L’inchiesta e le critiche sulla gestione dell’emergenza
Uno dei punti maggiormente esaminati dopo la strage fu il lungo intervallo tra i primi due omicidi e l’attacco a Norris Hall.
Dopo la sparatoria nel dormitorio, gli investigatori considerarono inizialmente la possibilità che si trattasse di un episodio circoscritto. Il primo messaggio generale alla comunità universitaria venne inviato alle 9:26, oltre due ore dopo i primi colpi.
Il governatore della Virginia Timothy Kaine istituì una commissione indipendente per analizzare quanto accaduto. Il Virginia Tech Review Panel concluse che l’università avrebbe dovuto avvertire più rapidamente studenti e personale dopo gli omicidi nel dormitorio, pur rilevando che un blocco completo dell’enorme campus non sarebbe stato realisticamente attuabile.
La tragedia portò a una profonda revisione dei sistemi di allerta d’emergenza, comunicazione e valutazione delle minacce nelle università americane.
A Virginia Tech, davanti a Burruss Hall, si trova oggi l’April 16 Memorial, composto da 32 Hokie Stones, una per ciascuna delle persone uccise.