Strage di Capaci, Mattarella: “Falcone e Borsellino luci nelle tenebre”

Strage di Capaci, Mattarella: “Falcone e Borsellino luci nelle tenebre”

Il capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha ricordato la strage di Capaci a ventotto anni di distanza: “La mafia ignorò la forza dell’esempio”.

PALERMO – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha parlato della strage di Capaci, a ventotto anni di distanza da quel tremendo 23 maggio 1992.

L’esempio di Falcone e Borsellino

La mafia si è sempre nutrita di complicità e di paura, prosperando nell’ombra. Le figure di Falcone e Borsellino – ha ricordato Mattarella –, come di tanti altri servitori dello Stato caduti nella lotta al crimine organizzato, hanno fatto crescere nella società il senso del dovere e dell’impegno per contrastare la mafia e per far luce sulle sue tenebre, infondendo coraggio, suscitando rigetto e indignazione, provocando volontà di giustizia e di legalità“.

fonte foto https://www.quirinale.it/elementi/48664

Mattarella: “I loro valori vivono nelle persone oneste”

I mafiosi, nel progettare l’assassinio dei due magistrati, non avevano previsto un aspetto decisivo: quel che avrebbe provocato nella società. Nella loro mentalità criminale – aggiunge Mattarella –, non avevano previsto che l’insegnamento di Falcone e di Borsellino, il loro esempio, i valori da loro manifestati, sarebbero sopravvissuti, rafforzandosi, oltre la loro morte: diffondendosi, trasmettendo aspirazione di libertà dal crimine, radicandosi nella coscienza e nell’affetto delle tante persone oneste“. 

Le 17.57 del 23 maggio 1992

Erano le 17.57 quando all’altezza dello svincolo di Capaci, sull’A29, un potentissimo ordigno deflagrò al passaggio dell’auto con a bordo il giudice Falcone e la moglie Francesca Morbillo. Il bottone per la detonazione fu schiacciato da Giovanni Brusca. I tre agenti di scorta, a bordo della blindata che apriva il corteo, rimasero uccisi sul colpo mentre il giudice antimafia e la moglie moriranno in ospedale.

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