La storia della strage di Hungerford, compiuta il 19 agosto 1987 da Michael Ryan tra Savernake Forest e la cittadina del Berkshire: 16 vittime, 15 feriti e una riforma delle leggi britanniche sulle armi.
La strage di Hungerford ĆØ una delle pagine più gravi della cronaca britannica del Novecento. Il 19 agosto 1987, Michael Ryan, 27 anni, aprƬ il fuoco prima nella Savernake Forest, nel Wiltshire, poi nella cittadina di Hungerford, nel Berkshire. In poche ore uccise 16 persone, ferƬ altri 15 e infine si tolse la vita allāinterno della John OāGaunt School.
Il massacro colpì il Regno Unito anche per un motivo preciso: Ryan possedeva legalmente diverse armi, tra cui una pistola Beretta 9 mm, una carabina Underwood e un fucile semiautomatico Kalashnikov 7,62 mm. Dopo Hungerford, il dibattito pubblico portò al Firearms (Amendment) Act 1988, che rafforzò i controlli e vietò alcune categorie di armi semiautomatiche.
Il movente non venne mai stabilito con certezza. Restò una strage senza una spiegazione unica, ma con un impatto enorme: sulle famiglie delle vittime, sulla comunità di Hungerford e sulla legislazione britannica in materia di armi da fuoco.

Dal bosco di Savernake alle strade di Hungerford
La prima vittima fu Susan Godfrey, 33 anni. Si trovava nella Savernake Forest con i suoi due figli piccoli quando Ryan la costrinse ad allontanarsi sotto la minaccia dellāarma. Il suo corpo venne poi trovato nel bosco. Da lƬ, Ryan tornò verso Hungerford, fermandosi anche alla stazione di servizio Golden Arrow, dove sparò contro la cassiera senza colpirla mortalmente.
Arrivato a Hungerford, Ryan rientrò nella propria abitazione e, secondo il rapporto, diede fuoco alla casa. Poco dopo iniziò a sparare nella zona di Southview. Uccise i coniugi Roland e Sheila Mason, poi colpì altri residenti e passanti. Tra le vittime ci fu anche il poliziotto Roger Brereton, raggiunto dai colpi mentre era ancora nella sua auto di servizio.
La violenza si spostò rapidamente tra vie, giardini e abitazioni. Ryan uccise anche la madre, Dorothy Ryan, che aveva provato a fermarlo, e proseguì verso il Memorial Gardens, Bulpit Lane, Priory Avenue e Priory Road. Alcune vittime furono colpite mentre erano in auto, altre davanti o dentro le proprie case.
Nel giro di meno di unāora, Hungerford si trasformò in una zona di guerra. Il rapporto stabilƬ che la prima vittima nella cittadina venne colpita intorno alle 12.47, mentre lāultima persona a ricevere ferite mortali fu colpita intorno allā1.45. Ryan sparò almeno 119 colpi durante la strage.
Lāassedio alla scuola e la riforma sulle armi
Dopo lāultima fase della sparatoria, Ryan raggiunse la John OāGaunt School. Per ore la polizia non ebbe un quadro pienamente chiaro dei suoi movimenti, anche a causa delle molte segnalazioni contrastanti e delle difficoltĆ nelle comunicazioni. Lāemergenza travolse le linee telefoniche: tra le 12.40 e le 14.18 arrivarono decine di chiamate di emergenza, mentre lāintera rete locale venne sovraccaricata.
Nel pomeriggio, lāattenzione si concentrò sulla scuola. Ryan fu localizzato nellāedificio, dove iniziò un dialogo con gli agenti. Alle 18.52 venne udito un singolo colpo. Quando la polizia entrò nella stanza, lo trovò morto: si era sparato con la Beretta.
La strage aprì una fase di profonda revisione. Il rapporto segnalò problemi di comunicazione, difficoltà di coordinamento e carenze operative in un contesto senza precedenti. Sul piano politico, Hungerford contribuì direttamente alla stretta sulle armi: il Firearms (Amendment) Act 1988 introdusse restrizioni più severe, tra cui il divieto di alcuni fucili autocaricanti e una disciplina più rigida per armi e munizioni.
A distanza di anni, Hungerford resta un nome legato a una ferita collettiva. La cittĆ ha ricordato le vittime senza trasformare la tragedia in spettacolo: per molte famiglie, il centro della storia non ĆØ il killer, ma le 16 persone uccise e la comunitĆ costretta a ricostruirsi dopo uno dei peggiori massacri armati della storia britannica.