Nel 2017 Salvatore Vincelli e Nunzia Di Gianni furono uccisi nella loro casa di Pontelangorino. Il figlio sedicenne e un amico diciassettenne furono condannati a 18 anni.
Nella notte tra il 9 e il 10 gennaio 2017, Salvatore Vincelli, 59 anni, e Nunzia Di Gianni, 45, furono uccisi nella loro villetta di Pontelangorino di Codigoro, nel Ferrarese. Il caso assunse immediatamente contorni sconvolgenti quando le indagini portarono al figlio sedicenne della coppia, Riccardo Vincelli, e al suo amico diciassettenne Manuel Sartori. Entrambi finirono per confessare e furono successivamente condannati per omicidio premeditato.

Strage di Pontelangorino: il piano organizzato prima del delitto
Secondo la ricostruzione accolta nel procedimento, Riccardo aveva da tempo forti contrasti con i genitori e progettò la loro morte coinvolgendo Sartori. Gli investigatori ricostruirono anche una promessa di denaro: 80 euro sarebbero stati consegnati in anticipo, con una somma maggiore promessa dopo il delitto. Sartori venne considerato l’esecutore materiale, mentre Riccardo il promotore del piano.
Quella notte Riccardo rimase nella dependance-garage adibita a sua stanza, mentre Sartori entrò nell’abitazione per eseguire materialmente il piano. Le vittime furono aggredite con una scure. Dopo gli omicidi, le teste delle vittime vennero racchiuse in sacchi di plastica. Il progetto iniziale, secondo quanto riferito durante gli interrogatori, prevedeva di caricare i cadaveri in automobile e gettarli in un fiume appesantiti con pietre, ma il piano fu abbandonato per paura di essere scoperti.
Riccardo cercò quindi di costruirsi un alibi e, rientrato nell’abitazione, finse di scoprire i corpi e diede l’allarme. Le incongruenze nei racconti dei due ragazzi attirarono però rapidamente l’attenzione degli investigatori. Durante gli interrogatori indicarono anche dove erano stati gettati l’arma e gli indumenti insanguinati, permettendo ai carabinieri di recuperarli.
Le confessioni e le condanne a 18 anni
Una perizia psichiatrica stabilì che entrambi erano capaci di intendere e di volere al momento del duplice omicidio. Il processo si svolse con rito abbreviato davanti al Tribunale per i minorenni di Bologna. Il 20 febbraio 2018, Riccardo Vincelli e Manuel Sartori furono condannati a 18 anni di reclusione ciascuno per omicidio premeditato in concorso.
Nel settembre 2018 la Corte d’Appello confermò entrambe le pene. Riccardo non proseguì fino in Cassazione, mentre Sartori presentò ricorso senza ottenere la riduzione richiesta. Le condanne a 18 anni sono quindi diventate definitive. La strage di Pontelangorino resta uno dei più impressionanti casi italiani di omicidio familiare commesso con il coinvolgimento di due minorenni.