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Stretto di Hormuz: il piano dei volenterosi in 4 mosse
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Stretto di Hormuz: il piano dei volenterosi in quattro mosse

lo stretto di Hormuz con delle imbarcazioni

L’Europa prova a dire la sua in merito al conflitto Iran-Usa-Israele ed in particolare sullo Stretto di Hormuz. Il piano.

Il blocco dello Stretto di Hormuz a causa della guerra in Iran e in tutto il Medio Oriente sta causando non poche problematiche a livello economico con una situazione energetica destinata ad esplodere nelle prossime settimane. Ecco perché l’Europa starebbe provando a mettersi in gioco in prima persona con tanto di “piano“.

mappa con la cartina dello stretto di Hormuz
cartina con lo stretto di Hormuz – newsmondo.it

Il piano dei volenterosi per lo Stretto di Hormuz

A fornire informazioni importanti in merito alla volontà di intervento dell’Europa su Hormuz è stato il Corriere della Sera che ha spiegato come la nuova “coalizione dei volenterosi”, che si è formata nelle scorse settimane, sta mettendo a punto un piano per stabilizzare la navigazione nello Stretto, luogo cruciale per l’economia mondiale.

Il Corriere ha precisato come non si tratti di un intervento militare. “Lo schieramento dei 41 Stati, Italia compresa, si muove su livelli diversi: politico, diplomatico, economico. L’iniziativa è promossa dal Regno Unito ed è incoraggiata, per vie esterne, anche dal Segretario della Nato, Mark Rutte”, si legge sul Corriere.

Le 4 mosse previste: i dettagli

In questo piano dei volenterosi ci sarebbero ben quattro mosse, o meglio, quattro gruppi distinti che avranno compiti precisi. “Il primo organizzerà una campagna politico-diplomatica per riaffermare il principio del diritto internazionale che sancisce la libertà di transito nelle acque internazionali”. Questo con il chiaro intento di “aumentare la pressione nei confronti degli ayatollah, allargando il più possibile lo schieramento degli Stati e sollecitando le organizzazioni multilaterali a intervenire”. Il lavoro di questo primo gruppo dovrebbe poi portare ad un voto dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a favore della libertà di navigazione.

Il secondo step del piano riguarda la volontà di trovare misure economiche per impedire all’Iran di speculare sul traffico di merci. Dato che i Pasdaran hanno intenzione di imporre le loro ragioni su ogni passaggio, l’idea dei volonterosi è quella di adottare altre sanzioni mirate sulla flotta iraniana o sulle società finanziarie e assicurative che offrono servizi a Teheran.

Il terzo tassello del piano è senza dubbio quello di voler e dover “garantire il rapido passaggio delle decine di petroliere e di navi cargo“. Stando a quanto riferito dal Corriere della Sera “la possibilità più concreta è rivolgersi, ancora una volta, all’International Maritime Organization per identificare un ‘corridoio di sicurezza’ nello Stretto, facendosi largo tra le mine e sempre che l’Iran sia disposto ad accettarlo. In questo senso potrebbe essere coinvolta l’India.

Infine, ma non per importanza, il quarto gruppo, che sarà coordinato dalla Grecia, si dedicherà alla consultazione sistematica con i settori industriali più investiti dal blocco di Hormuz. L’obiettivo è capire quali siano le forniture prioritarie e studiare possibili rotte alternative nel caso ne esistessero.

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ultimo aggiornamento: 12 Aprile 2026 9:04

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