I soldi stanziati per il superbonus sono finiti: come faranno coloro che hanno richiesto l’incentivo o iniziato i lavori?

A inizio giugno, sono finiti i soldi stanziati dal governo italiano per il superbonus. Stando all’ultima relazione dell’Enea (Agenzia nazionale per nuove tecnologie, energia e sviluppo economico sostenibile), l’ammontare dei soldi prenotati dai cittadini per il superbonus ammontavano a 33,7 miliardi di euro. Questa cifra supera la dotazione per il superbonus legata all’intero 2022.

La misura era stata prorogata fino alla fine del 2022, poi fino a giugno 2023 per l’edilizia popolare. Il problema è il seguente: i fondi stanziati dal governo italiano sono 33,3 miliardi, e tale cifra è già stata superata. Come faranno i cittadini italiani che hanno richiesto la misura o che hanno già iniziato i lavori?

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La posizione del governo

Per il governo Draghi, è fondamentale svolgere tutti i lavori finora richiesti dai cittadini. Non solamente per i cittadini che devono pagare i lavori richiesti, ma anche per tutte le aziende edili coinvolte nel programma. Infatti, stando ai calcoli della Cna (Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa), ben 33mila imprese rischiano il fallimento.

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Soldi finiti? Non dovrebbe essere un problema

Stando alle parole del commercialista Christian Dominici al Corriere della Sera, non sembrerebbe che lo sforamento dei fondi sia un problema – almeno per quanto riguarda le attività in corso. Il credito arrivato nelle banche, per Dominici, “è del tutto esigibile e lo sarà per tutti i crediti ceduti prima di uno stop formale a nuovi fondi”. Dal luglio 2022, in ogni caso, i crediti per i consumatori subiranno una svalutazione. Banca Intesa, per esempio, ha parlato dell’aumento del costo della procedura, dicendo ai clienti che “l’elevato flusso delle richieste pervenute di cessioni di crediti edilizi ha purtroppo comportato l’esaurimento della nostra possibilità di compensare” i crediti.

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ultimo aggiornamento: 17-06-2022


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