Dall’invasione da parte dei sovietici al ritiro delle truppe statunitensi passando per l’11 settembre 2001: chi sono i talebani che controllano l’Afghanistan.

Chi conosce o è amante della storia, sa perfettamente che l’Afghanistan non cade. Ci hanno provato i sovietici, ci hanno provato gli americani. Niente. L’Afghanistan non cade e i talebani non cadono. Si nascondono, si evolvono, studiano la situazione ed il nemico che hanno di fronte. Si riorganizzano e ritornano. Perché non siamo di fronte ad un esercito regolare che occupa determinate zone e che ha la base in una città. Parliamo di persone sparse in tutto il Paese o quasi. E così mentre l’esercito statunitense si ritirava, i talebani avanzano chilometro dopo chilometro fino a riprendersi Kabul e fino ad occupare i palazzi del potere facendo sventolare la propria bandiera. Sancendo di fatto la sconfitta delle potenze occidentali. Ma esattamente, chi sono i talebani? E cosa vogliono?

Chi sono i talebani

Il gruppo dei talebani nasce nel 1994 a Kandahar. Il fondatore è il mullah Mohammed Omar. Il gruppo è composto, almeno per quanto riguarda lo zoccolo duro, da mujaheddin, ossia guerriglieri di ispirazione islamica che avevano combattuto contro i sovietici, che erano stati in Afghanistan dal 1978 al 1989. Senza mai riuscire effettivamente ad occuparlo e controllarlo.

Dopo il ritiro dei sovietici, i mujaheddin, senza più un nemico comune da combattere e affrontare, si dividono e tornano a farsi la guerra. Si creano le condizioni ideali per l’ascesa dei talebani, che intanto si erano dati un’organizzazione ed erano diventati una sorta di gruppo armato.

La prima conquista dei talebani fu Kandahar, poi entrarono a Kabul annunciando la nascita dell’Emirato Islamico dell’Afghanistan. I talebani non erano solo un gruppo armato. Di fatto erano un para-governo. Nei territori controllati mettevano in atto una politica economica anche efficiente, ripristinavano le infrastrutture e contrastavano l’illegalità dilagante. Non c’è da sorprendersi quindi se per parte della popolazione i talebani sarebbero diventati presto un punto di riferimento, una speranza. Questo nonostante fosse già evidente la linea di condotta. La legge era la legge islamica nella sua forma più dura e chi violava la legge pagava con la vita. Con pubbliche esecuzioni. Cambiano rapidamente usi e costumi. Tutti gli uomini devono farsi crescere la barba, tutte le donne devono girare con il volto coperto.

Cosa vogliono

La parola talebani letteralmente significa “studenti“. Ma cosa vogliono i talebani? perché combattono? Lo scopo sin dalla fondazione è quello di dare vita ad un Emirato puro dal punto di vista della religione. Questo attraverso l’applicazione letterale del testo sacro della religione islamica. Come spesso accade, alla nascita, nel 1994, il gruppo si fa strada promettendo di riportare la pace e la giustizia nel Paese dopo il ritiro dei sovietici. Dove arrivavano, i talebani si mettevano alla guida dei territori seguendo le indicazioni della sharia, la legge islamica. E in effetti mettevano in campo azioni economiche anche di successo, almeno nell’immediato. Come detto si occupavano delle infrastrutture e della sicurezza in zone devastate dalla guerra, quella contro i sovietici.

I talebani e le donne

Con i talebani l’Afghanistan torna a vivere nel passato. Televisione, musica e cinema vengono vietati. Viene vitata anche la coltivazione del papavero da oppio per evitare la produzione della droga, che era vietata dalla legge islamica.

Ma a pagare il prezzo più alto sono le donne. A loro viene imposto di girare con il burqa e viene vietato di guidare moto e biciclette, ad esempio. Inoltre non possono avere contatti con uomini che non siano parenti (o il marito, ovviamente) e non possono usare prodotti di bellezza e gioielli.

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Il terrorismo: al Qaida e Osama Bin Laden

I talebani vengono accostati al terrorismo già dalla fine degli anni Novanta, quando ospitano le basi di al Qaida, la nota organizzazione terroristica fondata da Osama bin Laden. Lo stesso bin Laden, che aveva iniziato a farsi un nome con una serie di attentati, viene coperto e protetto dai talebani. E infatti proprio dall’Afghanistan nasce, dal punto di vista organizzativo, il dramma dell’11 settembre 2001, l’attentato alle Torri Gemelle.

11 settembre 2001 e guerra in Afghanistan

Nel mese di ottobre Usa e Regno Unito dichiarano guerra ai talebani. Lo scopo della missione è quella di sconfiggere i terroristi e il terrorismo. Il mondo avrebbe impiegato pochi mesi se non poche settimane per capire che si trattava di parole vuote. Sconfiggere il terrorismo non è possibile. Non si tratta di un nemico tradizionale con un esercito regolare e altro. È vero che in poche settimane i talebani furono rovesciati. Molti trovarono rifugio in Pakistan, qualcuno rimase in Afghanistan. Chi andò in Pakistan lavorò alla riorganizzazione del gruppo, sembra anche grazie al supporto dei servizi segreti pakistani.

La guerra cambia ovviamente volto e assetto dei talebani. Nel 2013 muore il mullah Omar. Mansour, che era arrivato alla guida del gruppo, viene ucciso da un drone. Nel corso degli anni emergono figure nuove che rimpiazzano i morti.

Il ritorno a Kabul dei talebani: quali sono le conseguenze

Dopo l’11 settembre 2001, Usa e alleati europei sono rimasti in Afghanistan per 20 anni. Dieci ne hanno impiegati per scovare e uccidere Osama bin Laden. Al momento del ritiro delle truppe, i talebani hanno ripreso la loro avanzata. Questo perché a tutti gli effetti non sono mai spariti. In molte zone hanno dato vita a veri e propri governi-paralleli. Hanno tenuto in piedi la loro struttura economica e militare e hanno atteso il momento opportuno per intervenire. Il ritiro delle truppe.

Senza il sostegno militare degli Stati Uniti, il governo afghano si è rivelato per quello che era: una struttura vuota, instabile. Un castello di carte spazzato via dalla prima brezza del mattino. E così in una manciata di giorni i talebani sono tornati allo scoperto. Hanno occupato villaggi e città fino ad arrivare a Kabul, annunciando nuovamente la nascita dell’Emirato.

Al momento è presto ovviamente per fare il punto su quelle che possono essere le conseguenze. Sicuramente per le donne ci saranno tempi difficili e sicuramente i nuovi talebani sono molto più preparati anche dal punto di vista politico della prima generazione.

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ultimo aggiornamento: 17-08-2021


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