Il Tasso Interno di Rendimento che ha come acronimo la sigla TIR è quel tasso di sconto che annulla il valore netto dei flussi di cassa generati da un progetto d’investimento.

La Definizione di TIR

Quando si parla di TIR secondo il Glossario della Borsa Italiliana si fa riferimento al:

tasso di attualizzazione che rende nullo il valore attuale di un investimento: Sommatoria (Ct/(1+IRR)^t)) = 0 dove Ct = Flusso di cassa netto nel periodo t; IRR = tasso di rendimento interno. E’ detto anche Internal Rate of Return. E’ utilizzato per la valutazione di attività finanziarie e reali.

Il TIR ha a che vedere con le operazioni finanziarie e la valutazione degli investimenti riguarda a sua volta l’attività di pianificazione che è attuata per verificare l’impatto di uno specifico investimento sul piano economico e finanziario.

Per la pianificazione si possono adottare due metodologie:

1. il valore attuale netto

2. il tasso interno di rendimento

Concentriamoci sul secondo come vuole il post in oggetto.

Il TIR esprime il rendimento che implicitamente ha un progetto di investimento, in sostanza il costo massimo della raccolta per far si che resti sempre la convenienza economica dell’investimento.

Effettuare una valutazione attraverso questa metodologia nasconde però delle incognite pur essendo ormai una prassi consolidata, tra queste insidie spiccano:

– Potenziali errori

– Potenziale manipolazione dei risultati

L’equazione nel caso di questo calcolo è identica a quella del VAN, ma varia in questo caso l’incognita.

Nella formula del VAN si va a risolvere la sommatoria attualizzata conoscendo il tasso, nella formula del TIR invece l’incognita è il tasso stesso questo per chiarire le differenze tra le due differenti (come si può capire) metodologie.

Va anche detto però che il TIR non può essere impiegato per valutazioni di tipo comparativo, ma unicamente allo scopo di valutare il rendimento complessivo dell’investimento e confrontarlo con il costo del capitale.

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