Il premier ha chiamato il presidente russo per discutere delle soluzioni per il grano ma sulla fine della guerra nessuna speranza.

Dopo la telefonata che ha avuto con Putin, Draghi ha riferito il contenuto della conversazione in una conferenza stampa. La telefonata si è concentrata soprattutto sulle soluzioni per sbloccare i porti ucraini ed evitare la crisi alimentare. Ma senza ombra di dubbio il premier ha dichiarato che spiragli per la pace non ce ne sono.

La situazione del grano è molto grave perché responsabile di una seria crisi alimentare globale che sta già avendo i suoi effetti in Medio Oriente e in Africa. Questa indisponibilità di risorse alimentare aumenterebbe il flusso di migrazioni verso l’Europa in maniera esponenziale. L’impegno di Draghi, quindi, non è solo umanitario ma anche economico perché grosse ondate di immigrati in questo momento potrebbero danneggiare l’economia europea.

Vladimir Putin
Vladimir Putin

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Putin nega ogni responsabilità e chiude spiragli di pace

Le navi continuano ad essere bloccate, piene di tonnellate di grano, nei porti ucraini circondati da mine e dall’esercito russo. Ma Putin nega qualsiasi responsabilità. Secondo il presidente russo, la crisi alimentare è stata provocata dalle sanzioni occidentali e non dalla guerra che lui stesso ha scatenato e ora impedendo il flusso commerciale del grano.

Putin ha rassicurato Draghi riguardo le forniture di gas, per l’Italia la Russia continuerà con le forniture ininterrotte così come con il resto dei paesi europei. Ma dal punto del cessate il fuoco e una fine dei conflitti, questa telefonata non ha dato molte speranze al presidente del Consiglio. Neanche sulla proposta di sbloccare il grano crede che si giungerà ad una cooperazione tra i due paesi ma, come lui stesso ha dichiarato, è un tentativo che si è sentito di fare. Ancor più pessimista il premier si è mostrato riguardo un percorso per arrivare alla pace. Alla domanda di un giornalista che ha chiesto se dalla telefonata con Putin fosse arrivato un qualche “spiraglio di pace”, la risposta di Draghi è stata netta senza pensarci due volte: “no”.

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Guerra in Ucraina

ultimo aggiornamento: 27-05-2022


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