Tensioni in Medio Oriente, Giorgia Meloni: “Dobbiamo essere lucidi”

Tensioni in Medio Oriente, Giorgia Meloni: “Dobbiamo essere lucidi”

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni visita il Vinitaly e parla dell’attacco iraniano, l’unità nel G7 e l’autonomia differenziata.

Dopo un’improvvisa cancellazione degli impegni istituzionali dovuta alla situazione di tensione in Medio Oriente, nella serata di ieri, la premier Giorgia Meloni ha deciso di riprendere i suoi impegni ed in giornata ha partecipato al Vinitaly.

Accolta da figure di spicco come i ministri Daniela Santanché e Francesco Lollobrigida, nonché il governatore del Veneto Luca Zaia, Meloni ha segnato il suo ingresso all’auditorium sulle note dell’inno di Mameli, introdotta dal noto giornalista Bruno Vespa.

Giorgia Meloni

La visita di Meloni al Vinitaly

La crisi in Medio Oriente, come riportato da Larena.it, ha occupato una parte significativa dell’agenda recente della premier, che ha convocato un’urgenza del G7. “Sono contenta che ci sia una unità di vedute nel G7 su quello che va fatto relativamente al tema di Israele e Iran“, ha dichiarato Meloni durante il suo giro al Vinitaly.

Ha espresso preoccupazione per la situazione attuale: “Dobbiamo essere molto lucidi” – sottolineando la necessità di – “Dialogare con tutti gli attori interessati“. L’intendo è promuovere una de-escalation nel conflitto, consapevole delle gravi conseguenze che una escalation potrebbe comportare.

Durante la visita, il presidente del Veneto Luca Zaia ha donato a Meloni una bandiera della regione, unica al mondo per la scritta “pace” al suo interno. “So quanto tu tieni al tema della pace“, ha detto Zaia, promuovendo un approccio diplomatico alla crisi.

La premier discute il tema dell’autonomia differenziata

Al margine della visita, Meloni ha toccato il tema dell’autonomia differenziata, una riforma attualmente in discussione. “Non dipende da me, lungi dal Governo mettere pressione al Parlamento“, ha precisato, evidenziando l’impegno dei gruppi parlamentari di maggioranza per portare a termine i lavori della commissione entro il 29 aprile.

La premier si è mostrata fiduciosa sul progresso del provvedimento, nonostante le potenziali opposizioni parlamentari: “Abbiamo dimostrato che il provvedimento sta andando avanti“.

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