Un violento sisma con epicentro a 90 chilometri dalla costa dell’Alaska ha generato un’allerta tsunami. I residenti della zona sono stati invitati a portarsi nelle zone alte.

USA – Una allerta tsunami è stata emessa in Alaska dopo un terremoto di magnitudo 7,4 a 90 km da Sand Point. Lo riporta Noaa, l’agenzia federale americana di oceanografia. Il sisma è avvenuto alle ore 12.54 locali, le 22.54 ora italiana di lunedì.

Alaska, residenti abbandonano costa

Preallertati i residenti della zona costiera, a cui è stato chiesto di mantenere la calma e di spostarsi rapidamente su un terreno più elevato. La cittadina di Sand Point è il capoluogo del borough delle Aleutine orientali, con una popolazione di circa mille residenti. Il territorio è affacciato sull’Oceano Pacifico, a pochi metri sul livello del mare.

Il terremoto del 1964

L’Alaska è notoriamente una zona a elevatissimo rischio sismico. Nel 1964, il 27 marzo, alle 17.36 un violento terremoto colpì lo stretto di Prince William. La rottura dell’evento fu localizzata a 25 km sotto la superficie; l’epicentro venne invece individuato a 10 km (6 miglia) ad est della foce del College Fjord, a 90 km ad ovest di Valdez ed a 120 km (75 miglia) ad est di Anchorage. In quest’ultima località i danni furono particolarmente gravi: crollarono palazzi, si formarono fessure nelle strade e le sabbie si liquefecero. Avendo colpito anche il mare, il sisma generò tsunami con onde alte fino a 30 metri: 143 persone morirono, con danni economici stimati attorno ai 2,5 miliardi di dollari. Si trattò del più potente sisma mai avvenuto negli Stati Uniti (magnitudo 6.2), il secondo per intensità dopo quello che nel 1960 aveva colpito il Cile (magnitudo 9,5).

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ultimo aggiornamento: 20-10-2020


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