Thug Behram fu un importante capo dei Thuggee nell’India del XIX secolo. Gli vengono spesso attribuiti 931 omicidi, ma i documenti storici raccontano una realtà molto più complessa.
Behram, indicato nei documenti britannici anche come Buhram Jemadar, fu un capo dei Thuggee attivo nell’India settentrionale tra la fine del Settecento e i primi decenni dell’Ottocento. I Thuggee erano gruppi itineranti che si univano ai viaggiatori, ne conquistavano la fiducia e poi potevano ucciderli e derubarli. La loro storia è conosciuta soprattutto attraverso documenti prodotti dalle autorità coloniali britanniche, che gli storici moderni invitano a utilizzare con cautela.

Gli strangolamenti e la cattura di Thug Behram
Behram ricopriva il ruolo di jemadar, cioè capo di una banda. Le testimonianze raccolte dal funzionario britannico James Paton lo descrivono come un Thug esperto, attivo per circa quarant’anni.
Negli anni Trenta dell’Ottocento le autorità intensificarono la campagna contro i Thuggee. Behram venne catturato dopo che un altro membro del gruppo, divenuto collaboratore delle autorità, contribuì a localizzarlo. Anche Behram iniziò successivamente a collaborare come “approver”, fornendo informazioni sugli altri membri e sulle attività delle bande.
Secondo una deposizione registrata da Paton, Behram dichiarò di avere strangolato personalmente circa 125 uomini e di aver assistito all’uccisione di altri 150. Si tratta, però, di dichiarazioni dello stesso Behram e non di 125 omicidi provati singolarmente attraverso procedimenti giudiziari.
Ha davvero ucciso 931 persone?
Il numero che ha reso celebre Behram è 931. Ma affermare che abbia personalmente assassinato 931 persone è scorretto.
In una documentazione successiva Paton attribuì alle attività delle bande di Behram 931 omicidi nell’arco di circa quarant’anni e riportò che l’uomo era stato “presente” durante quel numero di uccisioni. Questo dato venne successivamente trasformato, soprattutto nelle ricostruzioni popolari, nell’affermazione che Behram avesse strangolato personalmente 931 vittime.
Lo storico Kim A. Wagner, autore di uno dei principali studi moderni sul fenomeno Thuggee, sottolinea quanto le testimonianze raccolte durante la repressione coloniale debbano essere interpretate nel loro contesto. Anche la cifra di 931 viene quindi considerata non dimostrata come numero personale di omicidi.
La definizione di Behram come “serial killer più prolifico della storia” è dunque fuorviante: esistono prove della sua appartenenza e del suo ruolo nei Thuggee, ma non esistono prove che abbia personalmente ucciso 931 persone.