TIM ha raggiunto l’accordo con i sindacati per l’uscita volontaria di 1.300 lavoratori. È il primo passo verso il ricambio generazionale e professionale.

Accordo raggiunto tra Tim e sindacati per l’uscita volontaria di 1.300 lavoratori nel 2021. Si tratta del primo passo per dare vita e luogo a quel ricambio generazionale e soprattutto professionale che l’azienda ritiene necessario.

La corsa verso il futuro: innovazione e digitalizzazione

Non ci sono dubbi sul fatto che il futuro sia sempre più vicino e che il Recovery plan italiano costringerà molte aziende a cambiare rotta. Il governo investe sulle nuove tecnologie, sui giovani e per i giovani. TIM, leader nel settore delle comunicazioni, ovviamente è parte della rivoluzione in atto.

Ricambio generazionale in TIM, accordo per l’uscita volontaria di 1.300 lavoratori

La società ha trovato e firmato l’accordo con i sindacati per l’uscita volontaria di 1.300 lavoratori nel corso del 2021. Un passaggio che spalanca la porta al cambio generazionale e professionale all’interno dell’azienda.

Lo scopo di TIM è quello di abbassare l’età dei dipendenti e inserire in squadra figure professionali più moderne, indispensabili per prendere parte al processo di innovazione e digitalizzazione che sarà proposto e promosso attraverso il Recovery plan italiano.

TIM
fonte foto https://www.facebook.com/pg/TimOfficialPage

La posizione dei sindacati

I sindacati hanno espresso soddisfazione per l’accordo raggiunto con TIM.

“L’accordo si inquadra nel più generale processo di revisione del mix generazionale. Ora attendiamo la presentazione ufficiale del piano di impresa. Resta fermo che per noi la re-industrializzazione di Tim e il successo del processo di superamento del digital divide passano per la realizzazione del memorandum siglato fra azienda e Cdp”, ha commentato il segretario nazionale della Slc Cgil Riccardo Saccone come riferito dalla RAI.

“In continuità con gli accordi precedenti abbiamo sottoscritto l’uscita di 1.300 lavoratori in isopensione, e prorogato la mobilità volontaria per altri circa 170 lavoratori. L’accordo va nella direzione di cambiare il mix generazionale; ora siamo in attesa del piano industriale di Tim per verificare la continuità di investimenti infrastrutturali, fondamentali per la trasformazione digitale. Investimenti sui quali siamo particolarmente attenti perché rappresentano la vera garanzia per il mantenimento del perimetro occupazionale di Tim“, ha commentato Giorgio Serao, Fistel Cisl


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