Per ottenere il permesso di soggiorno, in tempi “favoriti”, basta solo parlottare con le persone giuste. Scoperto sistema illecito a Torino.

L’inchiesta apertasi a Torino, su un sospetto sistema illecito, vede il coinvolgimento di ben due uomini delle forze dell’Ordine della città, oltre che di sette mediatori culturali. Pare che il meccanismo scoperto, fosse già attivo da tempo.

Ma di che sistema si tratterebbe? Al fine di saltare la fila, ottenendo il permesso di soggiorno in tempi record, a Torino pare che bastasse elargire mazzette sotto banco ed essere disponibili ad avere rapporti intimi con “le persone giuste”.

Questo il drammatico quadro emerso da un’inchiesta sui permessi di soggiorno e protezione umanitaria. Nove gli arresti emessi fino ad ora, tra cui due poliziotti e un mediatore culturale pertinente l’Ufficio Immigrazione della Questura di Torino.

Tra gli indagati, risultano un vice commissario, un agente dell’ufficio immigrazione e un mediatore culturale afgano. Questo il circolo attorno a cui pare si innestasse un sistema illecito assolutamente saldo, a suon di mazzette e rapporti intimi, pur di ottenere il tanto ambito permesso di soggiorno italiano. Ai due poliziotti e al mediatore, hanno fatto eco altri sei intermediari di origini straniere, pertinenti varie nazionalità e abilissimi ad “accaparrarsi” una clientela bisognosa.

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L’accusa è di associazione a delinquere, tesa alla corruzione per atti in conflitto con i doveri d’ufficio.

L’inchiesta era già stata avviata a Gennaio dell’anno scorso. L’ipotesi ora, è che il sistema colluso godesse di specifiche corsie di appoggio anche esterne al territorio torinese.

Stando a quanto affermato dall’accusa: ” Gravi indizi di colpevolezza proverebbero l’esistenza di un’associazione a delinquere, composta da cittadini italiani e stranieri”. Insomma, un illecito giro di favori, su cui la Questura della città ha avviato una serie di indagini incrociate ad indirizzo multiplo.

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ultimo aggiornamento: 22-06-2022


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