Dramma a Rivara, in provincia di Torino, nella notte: un 47enne ha ucciso il figlio di 11 anni e poi si è tolto la vita. L’arma dell’omicidio-suicidio è una pistola detenuta illegalmente.

TORINO – Rivara, piccolo centro dell’Alto Canavese, si è risvegliata nel cuore della notte per una tragedia familiare i cui contorni non sono ancora chiari.

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Rivara, omicidio-suicidio

Un uomo di 47 anni, Claudio Baima Poma, ha ucciso il figlio di 11 anni sparandogli con una pistola che deteneva illegalmente. L’uomo ha quindi rivolto l’arma contro sé stesso è si è tolto la vita.

L’allarme è scattato nella notte: quando i soccorritori sono arrivati sul posto per l’uomo e per il figlio ormai non c’era nulla da fare.

https://www.youtube.com/watch?v=5u3D7N07vqc

Il post su facebook prima del dramma

L’uomo soffriva di crisi depressive ed era separato. Prima di impugnare la pistola il 47enne, operaio in un’azienda meccanica della zona, ha scritto un lungo post su Facebook dove spiega nei dettagli cosa lo avrebbe spinto al gesto definitivo. Tutto alle 3.29.

Una lunga lettera disperata rivolta alla sua ex compagna e ai suoi amici. Dove ripercorre gli ultimi anni della sua vita, della crisi e la separazione con la compagna, dell’amore per l’unico figlio fino alla malattia. “Tutto bellissimo fino a quando ho iniziato ad avere problemi di schiena e di conseguenza un danno permanente alla gamba. Esattamente una settimana prima di avere questo problema mi avevi chiesto di sposarti, ma poi hai iniziato ad allontanarti piano piano“. Poi, le parole più tremende: “Noi partiamo per un lungo viaggio, dove nessuno ci potrà dividere, lontano da tutto, lontano dalla sofferenza…“.

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ultimo aggiornamento: 21-09-2020


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