Matteo Salvini convoca il consiglio federale e annuncia il congresso.

Il risultato alle elezioni della Lega è probabilmente il più deludente. I voti degli ex leghisti delusi sono finiti tutti le urne di Fratelli d’Italia e questo fa ancora più male al Capitano. Ma la sconfitta peggiore è quella ottenuta in Veneto e Lombardia, ex roccaforti leghiste che hanno preferito la coerenza di Giorgia Meloni. Non è una novità che Salvini ha deluso il suo elettorato ma questo risultato, ancor più negativo di quanto si prospettava, lo costringe a fare i conti con il partito.

In prima fila a commentare questa sconfitta sono i governatori, soprattutto i più influenti come Zaia e Fedriga. “E’ innegabile come il risultato ottenuto dalla Lega sia assolutamente deludente, e non ci possiamo omologare a questo trovando semplici giustificazioni” ha detto il governatore veneto. Il presidente della regione Veneto invita Salvini a non sottovalutare il clima nel partito e propone un’assemblea.

Luca Zaia
Luca Zaia

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La Lega deve fare i conti con il disastro interno

C’è chi chiede le dimissioni e chi auspica un ritorno alla Lega Lombarda. Ma Salvini non molla e dichira che finché i militanti lo vorranno, sarà lui il segretario della Lega. Ma sui territori, soprattutto veneti e lombardi, si parla di tracollo vero e proprio e di dato drammatico e c’è molta rabbia. Il ritorno al Nord è un sentimento comune in tutti i distaccamenti leghisti nelle regioni settentrionali. Forse l’unico modo che la Lega ha per riavere consensi è proprio un ritorno alle origini.

Tra i leghisti lombardi c’è chi parla di rottura del legame tra la Lega e la propria gente. “Chi in questi anni ha lavorato senza ascoltare è giusto che si prenda la responsabilità e se necessario si faccia da parte” dice Pedrazzi riferito a Salvini. I sentimenti avversi per il Capitano dopo questi risultati sono aumentati ancor di più e non può più far finta di non vederli se vuole restare alla guida del Carroccio.

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ultimo aggiornamento: 27-09-2022


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