Dopo la vittoria del “no” al Referendum Giustizia, anche Marco Travaglio non ha perso tempo con alcune puntualizzazioni.
Non solo l’affondo di Pier Luigi Bersani alla Meloni dopo il Referendum Giustizia. Anche Marco Travaglio non ha certo risparmiato alcuni commenti piuttosto pungenti alla Premier dopo la vittoria del “no” e il caos che si sta verificando al Governo con le dimissioni, anche se non solo dovute al voto, di Delmastro e Bartolozzi.

Travaglio esulta dopo il Referendum
Intervenuto a ‘DiMartedì’ su La7 con Giovanni Floris, Marco Travaglio si è trovato a dire la sua sull’esito del Referendum sulla Giustizia che ha visto il “no” vincere. “Ha vinto la Costituzione che ha evidentemente dei santi in paradiso. Ogni volta che viene minacciata scatta una specie di valvola di sicurezza, una provvidenza laica da territori inesplorati che sfuggono anche ai sondaggisti”, ha detto il direttore de Il Fatto Quotidiano.
“La maggioranza silenziosa degli italiani quando qualcuno cerca di non di ritoccare ma di stravolgere i principi della Costituzione si precipita a difenderla. Hanno vinto i cittadini che hanno votato no a questa schiforma, e anche chi ha votato sì perché non aveva capito. Anche loro hanno scampato un bel pericolo. Ha vinto quella parte dei magistrati, non tutti, che non solo predicano l’indipendenza ma la praticano”.
Cosa ha capito la Meloni dopo il Referendum
Travaglio ha poi parlato del caos al Governo con le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi e con la richiesta della Premier anche verso la Santanchè. Il giornalista ha detto: “Se la Santanchè si impunta sarà un bel problema ma è una notizia che la Meloni le chieda sensibilità, e gliela chieda solo adesso. Mentre il caso Bartolozzi e Delmastro è di qualche settimana fa, il caso Santanchè è di almeno due anni. Allora cosa è cambiato? Non è cambiato niente rispetto a prima. Semplicemente la Meloni ha capito di avere un elettorato molto più legalitario di quanto pensasse”.