La tragedia del treno deragliato in provincia di Lodi getta un’ombra sull’Alta velocità, fiore all’occhiello del trasporto ferroviario italiano.

La notizia del treno deragliato a Lodi ha scosso l’Italia, paese degli spostamenti ferroviari. Il progresso del trasporto su rotaia ha modificato le abitudini di viaggio di una buona parte della popolazione che decide di affidarsi all’alta velocità per spostarsi per motivi di lavoro o di piacere. E fino alla giornata del 6 febbraio pochi temevano per la propria incolumità. Anzi, la sicurezza era una delle doti indiscutibili della nostra rete ferroviaria per quanto riguarda l’alta velocità. Eppure alle 5.34 del 6 febbraio una falla nella sicurezza causa un incidente che poteva trasformarsi in una tragedia.

Treno deragliato nel Lodigiano, prende forma la dinamica dell’incidente

Con il trascorrere delle ore sono sempre meno i dubbi sul fatto che a causare l’incidente del Frecciarossa 9595 partito da Milano Centrale sia stato uno scambio sui binari posizionato male. Qualcosa non ha funzionato e quel qualcosa è realistico ritenere che possa essere dipeso dall’uomo. Un errore nella manutenzione, una leggerezza.

Treno deragliato
fonte foto https://twitter.com/emergenzavvf

L’errore umano e la falla nella sicurezza: due ombre sull’Alta velocità

Stando a una prima indiscrezione che sembra trovare conferme, gli errori in realtà potrebbero essere stati addirittura due. Il primo avviene al termine dei lavori di manutenzione sulla tratta. I tecnici lasciano lo scambio in una configurazione errata e senza alimentazione. Se così fosse nascerebbe spontanea un’altra domanda. Per quale motivo nessun sistema di sicurezza ha segnalato il pericolo rappresentato da quel maledetto scambio messo male? O una segnalazione c’è stata ed è stata ignorata? O non è stata vista?

Lodi treno deragliato
Fonte foto: https://twitter.com/emergenzavvf

La prima macchia e i primi sospetti: l’uomo è in grado di gestire il progresso?

Il treno deragliato a Lodi rappresenta la prima vera macchia nella storia più che decennale dell’alta velocità in Italia. Arriva ben dopo il suo esordio il sospetto che la tecnologia corra più dell’uomo, che a volte sembra quasi non comprendere il peso della responsabilità che porta sulle spalle. Anche per questo motivo le indagini degli inquirenti sul caso avranno un valore fondamentale. Da una parte dovranno fare luce sull’eventuale errore umano, dall’altra dovranno fare il punto sul livello di sicurezza dell’Alta velocità, nostro fiore all’occhiello. Fino al 6 febbraio.


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